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Oltre l’estetica e la funzionalità: progettare spazi di lavoro che creano valore

Psicologia Ambientale e Biophilic Design trasformano il benessere individuale e organizzativo in elemento strategico di produttività, distintività e sostenibilità

Oggi più che mai non si può parlare di produttività e performance senza occuparsi del benessere psicofisico delle persone. Contesti sempre più esigenti, disagio, stress e burnout sono variabili concrete che incidono sulla concentrazione, sulla motivazione, sul senso di appartenenza e, di conseguenza, sulla qualità dei risultati e delle scelte professionali.
Psicologia Ambientale e Biophilic Design stanno ridefinendo il concetto di Workplace, rendendo evidente che il modo in cui viviamo e percepiamo lo spazio influenza il nostro comportamento molto più di quanto siamo portati a credere.
Se vogliamo che persone e organizzazioni esprimano tutto il loro potenziale, dobbiamo ripensare il ruolo che l’ambiente fisico gioca nel generare benessere e valore.

Dal benessere alla produttività: un nuovo paradigma progettuale

Per troppo tempo gli spazi di lavoro sono stati concepiti solo in termini di estetica e funzionalità. Oggi sappiamo che l’ambiente influisce profondamente sui processi fisici, cognitivi, emotivi e relazionali che sostengono la performance.
Una progettazione consapevole, basata sulle evidenze scientifiche della Psicologia Architettonica e del Biophilic Design, può migliorare concretamente l’esperienza lavorativa, favorire il benessere psicofisico, stimolare creatività e innovazione. Spazi ben progettati guidano comportamenti e performance, facilitando le persone nell’esprimere al meglio le proprie potenzialità.
Inoltre, gli spazi possono declinare la purpose aziendale, riflettere i valori organizzativi e comunicare l’Employer Value Proposition, facilitando comportamenti coerenti con tali valori, con i modelli organizzativi e la cultura d’impresa.

Lo spazio come attivatore di valore

Ogni datore di lavoro desidera massimizzare le prestazioni del proprio team nel tempo. Oggi esistono ampie evidenze che tra i numerosi fattori che influenzano la produttività, lo spazio fisico ha un impatto diretto e misurabile. Ambienti inadeguati possono generare stanchezza, calo di concentrazione, peggioramento dell’umore e delle capacità cognitive, con effetti negativi su prestazione, motivazione e senso di appartenenza.
Al contrario, soluzioni progettuali attente che riducano fattori potenzialmente stressogeni ambientali (come ad esempio luce, rumore, temperatura, tecnostress), socio-ambientali (affollamento/isolamento, senso di controllo sul proprio ambiente), e rispondano ai bisogni psicologici delle persone (sicurezza, privacy acustica e visiva, personalizzazione) creano ambienti fisicamente e psicologicamente sostenibili.
Spazi progettati tenendo conto dei principi della Psicologia Ambientale e del Biophilic Design migliorano efficienza, concentrazione e capacità di attenzione, favorendo un clima organizzativo più sereno, collaborativo e produttivo.
Anche interventi minimi possono generare effetti positivi significativi sulla soddisfazione sul lavoro e sul senso di benessere generale, traducendosi in benefici tangibili per l’impresa.
Inoltre, lo spazio può essere considerato un elemento strategico in quanto attivatore di valore umano e organizzativo: può facilitare comportamenti coerenti con i modelli organizzativi e gli stili di leadership attesi, rinforza la cultura organizzativa e valorizza la brand identity, veicolando allo stesso tempo un messaggio di attenzione al benessere dei dipendenti.
In questo modo, progettare lo spazio di lavoro non è più una scelta estetica o funzionale, ma un investimento strategico capace di trasformare il benessere individuale in produttività, engagement e vantaggio competitivo per l’organizzazione.

Misurare i benefici: dal benessere al ritorno economico

Sappiamo che i costi legati al personale costituiscono una quota rilevante del bilancio aziendale; per questo qualsiasi elemento capace di incidere sulla produttività delle persone diventa strategico. E se le persone stanno bene, lavorano al meglio delle loro potenzialità. prendono decisioni più rapide e accurate e collaborano più efficacemente.
Numerose ricerche internazionali dimostrano che investire in una progettazione attenta e consapevole degli spazi lavorativi è una strategia che unisce benessere e ritorno economico.
Tradurre queste evidenze in termini economici significa riconoscere un legame diretto tra design degli spazi e performance dei lavoratori e che investire nel benessere individuale e organizzativo genera ritorni tangibili osservabili e misurabili secondo indicatori diretti, indiretti e intangibili, che traducono i benefici della progettazione in aspetti concreti da monitorare e perseguire.
Gli indicatori diretti includono i risultati più immediati e misurabili quali ad esempio una maggiore produttività, velocità e accuratezza nello svolgimento dei compiti, una gestione più efficace ed efficiente delle risorse, una maggiore attrattività e frequentazione per clienti e fornitori, ecc. Tutto ciò si traduce in efficienza, risparmio, maggiore distintività e competitività.
Altri indicatori sono più indiretti e maggiormente visibili nel medio-lungo periodo, come ad esempio la riduzione dell’assenteismo, del presenteismo e del turnover, il miglioramento del clima aziendale e la capacità di attrarre e la retention dei talenti, strettamente correlata alla soddisfazione lavorativa e al benessere.
Spazi salubri e rigenerativi riducono lo stress, aumentano i livelli di energia e migliorano l’umore dei dipendenti, rafforzano il coinvolgimento e migliorano il clima interno contribuendo a ridurre i costi legati al turnover e alla sostituzione del personale.
Indicatori più intangibili riguardano invece il benessere percepito, il senso di appartenenza, la soddisfazione lavorativa e la coerenza tra valori individuali e aziendali. La retention dei talenti è strettamente correlata alla soddisfazione lavorativa e al benessere.
Elementi compositi e caratteristiche spaziali dell’ambiente inoltre veicolano la mission e i valori aziendali, rafforzano il branding interno e rendendo l’organizzazione più attrattiva per i professionisti che fanno della corrispondenza con i propri valori un elemento di scelta nella propria carriera professionale, un aspetto particolarmente rilevante per le nuove generazioni.
Tali indicatori possono diventare dei veri e propri KPI in fase di raccolta dei fabbisogni e definizione degli obiettivi dell’intervento insieme alla committenza, al fine di rendere visibile i risultati che si desiderano ottenere nel tempo. In questo modo si traduce il benessere individuale in produttività, engagement e vantaggio competitivo, il che significa generare valore reale e misurabile per le persone e le organizzazioni.

Il contributo del Biophilic Design

Il Biophilic Design trae origine dal riconoscimento del legame profondo che unisce l’essere umano alla natura e dall’incorporazione di elementi naturali o che richiamano alla natura nella progettazione degli spazi architettonici.
Spazi progettati con uno studio attento di elementi quali luce, ricambio d’aria, materiali naturali, piante interne, viste sulla natura e ambienti rigenerativi, oltre a garantire benessere psicofisico, riducono lo stress derivante da fattori inquinanti, migliorano le capacità attentive, favoriscono comportamenti collaborativi, aumentano l’efficienza dei lavoratori.
Pur non essendo concepito con finalità economiche, il design biofilico contribuisce anch’esso al contenimento dei consumi e alla sostenibilità ambientale.
L’impiego intelligente della luce naturale, insieme a coperture verdi e materiali sostenibili, crea ambienti più salubri e confortevoli per chi li vive, favorendo al tempo stesso un uso più efficiente delle risorse energetiche. Soluzioni come pareti vegetali, sistemi di ventilazione naturale e superfici verdi contribuiscono a migliorare la qualità dell’aria interna e a stabilizzare la temperatura, riducendo così il fabbisogno di illuminazione, riscaldamento e raffrescamento artificiale e ventilazione meccanica.
L’integrazione di soluzioni passive, come l’uso dell’ombra estiva, del sole invernale, o la piantumazione di alberi e arbusti, insieme a tecnologie attive come pannelli solari fotovoltaici e termici o impianti geotermici, permette di ridurre ulteriormente i consumi, migliorare la resilienza climatica e ottimizzare le risorse. Anche il riutilizzo dell’acqua piovana e la scelta di materiali riciclati, riciclabili o bio-based rappresentano strategie coerenti con un approccio sostenibile, che genera risparmi nel tempo e riduce l’impatto ambientale.
Un ulteriore contributo alla sostenibilità deriva dal riuso e dalla valorizzazione del costruito, minimizzando demolizioni e rifiuti da smaltire. Prediligere soluzioni riparabili, rigenerabili e a basso impatto ambientale consente di estendere il ciclo di vita degli edifici e contenere le spese di rinnovo.
Infine, l’adozione diffusa di pratiche sostenibili nel quotidiano, come la riduzione della plastica monouso, l’uso di acqua potabile da punti di rifornimento, la gestione intelligente della raccolta differenziata, il coinvolgimento delle persone nella cura di piante interne, rafforza l’immagine dell’azienda come realtà responsabile e attenta all’ambiente. Oltre a generare benefici economici e ambientali, queste scelte aumentano il senso di Place Identity e appartenenza dei dipendenti e la reputazione complessiva dell’organizzazione, contribuendo a un successo duraturo e condiviso.

Evitare i costi aggiuntivi

Una progettazione consapevole degli spazi di lavoro, oltre a favorire salute, benessere e produttività, può ridurre al contempo gli sprechi e i costi operativi, generando benefici tangibili, sia economici sia organizzativi, se consideriamo con attenzione anche gli elementi che possono generare costi indiretti o non previsti.
I costi extra emergono spesso quando la pianificazione iniziale è incompleta o poco accurata. Le modifiche richieste in corso d’opera, dovute a scelte non adeguatamente valutate o sufficientemente condivise, possono comportare ritardi, aumento del budget e complessità aggiuntive nella gestione del progetto.
Anche dopo la consegna e l’occupazione, l’utilizzo quotidiano degli spazi può mettere in evidenza criticità funzionali non considerate, oppure un utilizzo non coerente di ambienti e arredi rispetto a quanto previsto in fase di progetto portando le persone a modificare autonomamente l’ambiente e i comportamenti in relazione ad esso, con l’insorgere di inefficienze, riorganizzazioni e interventi correttivi onerosi.
Per prevenire queste situazioni, le decisioni progettuali dovrebbero basarsi sull’osservazione e la raccolta dei reali comportamenti e bisogni delle persone che vivranno gli spazi. Un approccio fondato sul co-design, Human & Organization Centred, integrato con il supporto della scienza e dei principi del Biophilic Design, consente di creare ambienti più funzionali, sostenibili, ma anche rispondenti ai bisogni e agli obiettivi del progetto, riducendo il rischio di varianti e spese successive.
Alla luce di queste considerazioni, progettare secondo questi principi non implica necessariamente costi più elevati. Al contrario, tali soluzioni aumentano la durata nel tempo degli spazi e la soddisfazione degli utenti, riducendo la necessità di interventi correttivi.
Risulta evidente che il successo di questo approccio dipende da una pianificazione chiara e mirata alle esigenze e dalla collaborazione di tutti i professionisti coinvolti nel processo e dall’integrazione delle loro competenze e dei loro sguardi. L’ausilio delle tecnologie e di strumenti di progettazione avanzati inoltre favoriscono precisione, flessibilità e monitoraggio costante.
Progettare tailor-made, centrando le esigenze di utenti e organizzazione, con un approccio interdisciplinare, partecipativo e inclusivo, è la sfida contemporanea.

Progettare per far fiorire persone e organizzazioni

Spesso attraversiamo gli spazi di lavoro senza davvero vederli, considerandoli semplici contenitori di postazioni e strumenti. Eppure, ogni luce che filtra dalle finestre, ogni angolo silenzioso o area di incontro ha il potere di influenzare il nostro stato d’animo, la concentrazione, la creatività, il modo in cui collaboriamo e il nostro senso di appartenenza.
Tutto questo si traduce in efficienza, soddisfazione, engagement, fidelizzazione dei talenti e, in definitiva, valore per l’organizzazione.
Progettare consapevolmente significa prendersi cura della cultura organizzativa, dei processi e delle persone. Uno spazio curato trasmette cura, diventa un’estensione tangibile della purpose e dei valori aziendali, fattori sempre più determinante nelle scelte di carriera delle persone.
In altre parole, ogni elemento progettuale diventa un’opportunità per generare benessere individuale e valore organizzativo. Non si tratta più di arredare uno spazio, ma di creare un ecosistema in cui persone e organizzazioni possano esprimere pienamente il loro potenziale.
Un ufficio ben progettato restituisce valore ogni giorno. In questo senso, ripensare il Workplace è un invito a intraprendere un viaggio di scoperta, un percorso che cambia il modo in cui viviamo, percepiamo e valorizziamo lo spazio intorno a noi.
Come scrive Marcel Proust: “Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”
Guardare con nuovi occhi significa scoprire il potenziale nascosto degli spazi che abitiamo e trasformarlo in valore umano, culturale ed economico.


A cura della redazione

Officelayout è la rivista di Soiel International, in versione cartacea e on-line, dedicata ai temi della progettazione, allestimento e gestione degli spazi ufficio e degli edifici del terziario