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Quando il suono diventa alleato del benessere

Il racconto di un caso studio mette in rilievo l’approccio progettuale di Ecophon che, a partire dall’analisi dello stato di fatto, ha portato al miglioramento del comfort sonoro in un open space attraverso l’applicazione mirata di materiali fonoassorbenti

In un moderno contesto lavorativo, la qualità acustica riveste un ruolo fondamentale per il benessere e la produttività degli occupanti. Ma per raggiungere questo obiettivo è necessario un approccio progettuale che, con metodo scientifico basato su analisi e verifica dei parametri dell’ambiente sonoro, porti alla corretta valutazione dei materiali e delle strategie finalizzate al miglioramento della qualità acustica, per supportare in modo efficace la produttività, la concentrazione e il benessere all’interno degli spazi open space.

Non è infatti sufficiente inserire ‘una certa quantità’ di materiale fonoassorbente per raggiungere il risultato sperato. In quanto, eccedendo si rischierebbe di creare un ambiente sordo che creerebbe discomfort perché innaturale, mentre operando al di sotto delle reali esigenze si non si soddisferebbero gli obiettivi di progetto, vanificando gli investimenti. 

Il caso studio sviluppato da Ecophon per gli uffici Zumtobel documenta la metodologia seguita nella progettazione acustica, che ha puntato a soluzioni capaci di integrarsi armoniosamente con l’architettura e gli impianti preesistenti, privilegiando un approccio discreto, ma funzionale.

“Spesso ci rendiamo conto di certi disagi solo quando iniziamo a vivere davvero gli spazi. È proprio il caso della luce e dell’acustica negli ambienti di lavoro, elementi fondamentali per il benessere ma troppo spesso trascurati – afferma Dario Bettiol, marketing director di Zumtobel – Nel nostro nuovo show-office di Milano, su progetto di De Amicis Architetti e grazie alla collaborazione con Ecophon, abbiamo progettato e realizzato aree con caratteristiche differenti, integrando soluzioni acustiche e illuminotecniche avanzate, che consentono ai visitatori di vivere lo spazio comprendendone il funzionamento. Un approccio basato sul design umanocentrico, che mette al centro l’esperienza delle persone e il comfort quotidiano”.

Caratteristiche spaziali e metodologia di intervento 

Il cuore dell’intervento è un open space al piano terra di un edificio del terziario, caratterizzato da superfici riflettenti: ampie vetrate, pareti a specchio e partizioni in cristallo. Al centro, un bench con sedici postazioni operative, illuminate da una struttura metallica sospesa che ha rappresentato anche l’opportunità per l’integrazione dei materiali fonoassorbenti.

L’impossibilità di apportare modifiche strutturali invasive, trattandosi di uno spazio arredato e in piena attività, ha spinto Ecophon a sperimentare un approccio sartoriale e consapevole. 

È stata quindi avviata un’analisi approfondita dello stato di fatto, seguendo la norma UNI ISO 22955:2023, che definisce i criteri per la qualità acustica negli open office. Lo spazio è stato classificato come Tipo 4: destinato ad attività individuali con scarse interazioni vocali. I parametri chiave della valutazione sono stati: Tempo di riverberazione (TR), attenuazione acustica del parlato (DA,S) e decadimento spaziale (D2S).

Le scelte progettuali, tra funzionalità e discrezione

La valutazione dei materiali da inserire nell’ambiente discende dai risultati rilevati durante due campagne di misura, effettuate prima e dopo l’intervento e condotte con sorgente sonora omnidirezionale e microfoni in punti strategici per analizzare tutte le variabili previste dalla normativa UNI ISO 22955. 

Per il trattamento del soffitto, la scelta è ricaduta su pannelli fonoassorbenti Ecophon Solo, selezionati per la loro flessibilità d’installazione e l’elevata efficacia acustica. I pannelli sono stati tagliati su misura per adattarsi perfettamente alla struttura metallica già predisposta per ospitare il sistema di illuminazione delle postazioni dell’area centrale “work”. Oltre al formato, è stata effettuata una personalizzazione cromatica per garantire continuità visiva e coerenza con il design complessivo.

A completamento dell’intervento, è stato installato a parete il sistema fonoassorbente in tessuto tipo Ecophon Clipso SO Acustic che, integrato per finitura e tonalità con la parete di fondo, contribuisce al miglioramento del comfort acustico assicurando un equilibrio tra estetica e funzionalità.

I risultati: numeri e percezioni

Le misurazioni post-intervento parlano chiaro. Il tempo di riverberazione si è ridotto del 30%, con un miglioramento del 20% nella gamma 250–4000 Hz, fondamentale per la chiarezza del parlato. Anche l’attenuazione acustica (DA,S) è migliorata, contribuendo a ridurre l’impatto delle conversazioni tra colleghi. Anche il decadimento spaziale del parlato (D2S) – pur non essendo stati inseriti schermi acustici – ha mostrato dei progressi. 

Ma è il feedback dei lavoratori a restituire il valore più umano dell’intervento: la percentuale di chi si dichiara soddisfatto del livello di rumore generato dai colleghi è salita dal 38% al 45%. Un segnale che la direzione è quella giusta.

Il progetto realizzato per Zumtobel dimostra come un approccio progettuale consapevole, fondato su misurazioni oggettive e soluzioni su misura, possa trasformare gli open space da luoghi potenzialmente caotici a spazi di concentrazione e benessere. Un risultato che conferma la filosofia Ecophon: non si tratta solo di ridurre il rumore, ma di progettare il suono.


A cura della redazione

Officelayout è la rivista di Soiel International, in versione cartacea e on-line, dedicata ai temi della progettazione, allestimento e gestione degli spazi ufficio e degli edifici del terziario