Libro: “L’ufficio possibile. Architettura e design per il lavoro ibrido”
Dal dibattito nato durante la pandemia a una riflessione matura su spazi, tecnologie e nuove modalità del lavorare contemporaneo
Nel pieno dell’emergenza pandemica, il blog Office Observer ha dato voce ad architetti, critici e imprenditori chiamati a interrogarsi su come ripensare gli spazi di lavoro in una fase di trasformazione radicale. Da quel confronto nasce L’ufficio possibile. Architettura e design per il lavoro ibrido di Danilo Premoli (Carocci Editore), un volume che raccoglie e rielabora quei contributi alla luce di una maggiore distanza critica e di un contesto ormai evoluto.
Il libro si presenta come una sintesi articolata e aggiornata di riflessioni, arricchite da schizzi – alcuni realizzati appositamente – che restituiscono visivamente il processo progettuale. Non si tratta solo di una raccolta di idee, ma di uno strumento che intreccia teoria e pratica, proponendo casi studio, analisi delle tecnologie emergenti e una lettura attenta delle tendenze che stanno ridefinendo il rapporto tra ufficio e casa.
Il tema del lavoro ibrido viene affrontato nella sua complessità, mettendo in evidenza come il progetto debba oggi rispondere a esigenze sempre più fluide e articolate. In questo scenario, il progettista assume un ruolo strategico: non più semplice interprete dello spazio, ma vero e proprio “anticipatore di futuro”, capace di tradurre cambiamenti sociali e organizzativi in soluzioni architettoniche e tecnologiche efficaci.
Al centro della riflessione rimane l’individuo, con il suo bisogno di protezione, comfort e qualità dell’esperienza lavorativa. È proprio su questo equilibrio tra benessere, funzionalità ed estetica che il volume costruisce la propria rilevanza, offrendo spunti utili a progettisti, aziende e stakeholder impegnati a dare forma ai nuovi ambienti del lavoro.
Con uno sguardo lucido e progettuale, L’ufficio possibile si conferma così una lettura attuale per comprendere – e soprattutto progettare – gli spazi del lavoro contemporaneo.
Hanno partecipato al racconto:
Andrea Andreotti, Ultraconfidentiel; Stefano Anfossi, Pierandrei Associati; Alberto Bassi, storico e critico del design; Michelangiolo Bernabei, XOffice; Luca Bigliardi, Principioattivo Architecture Group; Paolo Brescia, OBR Open Building Research; Michele Brunello, Dontstop Architettura; Luca Brusamolino, Workitect; Stefano Carone, Il Prisma; Corrado Caruso, D2U Design to Users; Leonardo Cavalli, One Works; Alessandro Colombo, architetto e designer; Daniela Dafarra, Principioattivo Architecture Group; Maurizio de Caro, Maurizio de Caro Architects & Planners; Giovanni De Ponti, senior advisor e innovation manager; Michele Falcone, presidente FEMB; Alfonso Femia, Atelier(s) Alfonso Femia; Enrico Frigerio, Frigerio Design Group; Luciano Galimberti, presidente ADI; Alessia Garibaldi, Garibaldi Architects; Vittorio Grassi, VGA and Partners; Francesco Isidori, Labics; Ferruccio Laviani, architetto e designer; Stefano Lazzari, VR producer; Andrea Margaritelli, presidente IN/Arch; Carlo Martino, professore di Disegno Industriale a La Sapienza; Pierluigi Masini, giornalista; Riccardo Minelli, Archilabs; Santiago Miranda, Studio King Miranda; Francesco Morace, Future Concept Lab; Antonio Morlacchi, direttore editoriale IoArch; Claudio Mosconi, Business Developer settore ufficio; Aldo Norsa, Guamari; Elio Occhipinti, psicoterapeuta e life mentor; Raul Pantaleo, TAMassociati; Marco Predari, Universal Selecta; Carlo Ratti, CRA Carlo Ratti Associati; Stefano Recalcati, Arup; Giulio Rigoni, BIG Bjarke Ingels Group; Michele Rossi, Park Associati; Gerardo Sannella, MYGG; Giuseppe Tortato, Giuseppe Tortato Architetti; Marco Tortoioli Ricci, presidente AIAP; Monica Tricario, Piuarch; Nicola Zanardi, Hublab; Vittorio Zirnstein, direttore Requadro Real Estate; Francesco Zurlo, Design Department Politecnico di Milano.
Danilo Premoli Architetto, designer e artista, unisce progettazione, ricerca, comunicazione e attività culturali; collabora con diverse aziende del design e dell’arredo e ha fatto parte del Comitato scientifico dell’ADI Design Index. Giornalista, ha ideato, progettato e gestisce il blog Office Observer e il progetto RadioDesign. La musica che il design ha attraversato
