MIR 2026: dove la tecnologia prende forma nello spazio
MIR segna un nuovo passo nell’evoluzione della fiera, sempre più punto di riferimento per il dialogo tra progettazione e tecnologie integrate. Le novità e i contenuti della prossima edizione che si terrà a Rimini Expo Centre dal 12 al 14 aprile
Si avvicina l’appuntamento con la fiera MIR – Multimedia Integration Expo, l’evento di riferimento in Italia dedicato alle tecnologie e ai servizi audio, video e luci, capace di unire in un solo contesto innovazione tecnologica, live testing, percorsi esperienziali, formazione e intrattenimento, offrendo ai visitatori la possibilità di vivere la tecnologia in presa diretta
La fiera, che si terrà a Rimini Expo Centre dal 12 al 14 aprile, si configura dunque come appuntamento irrinunciabile per chi lavora con l’audio, il video, le luci o il controllo: dai professionisti del live agli integratori del mondo corporate, dai progettisti del retail ai tecnici dei musei, passando per i responsabili AV dell’education.
Ogni area espositiva è costruita per favorire l’incontro fra chi crea, integra e utilizza le tecnologie: un ecosistema dove vedere ciò che già si usa quotidianamente e ciò che sarà centrale domani, tra soluzioni in anteprima, demo immersive e opportunità di formazione professionale.
A corollario dell’esposizione una serie di iniziative ed eventi culturali dedicati al mondo dell’architettura, della progettazione e della system integration, un ambito che trova in MIR un terreno fertile per comprendere come l’evoluzione delle tecnologie audio-video stia trasformando gli spazi contemporanei.
Abbiamo approfondito la visione e le novità di MIR 2025 con Andrea Ramberti, Group Exhibition Manager Entertainment Division, Italian Exhibition Group.
Officelayout: MIR è ormai riconosciuto come l’evento italiano di riferimento per le tecnologie audio, video e luci. Come è cresciuta e si è trasformata la fiera negli anni?
Andrea Ramberti: La crescita e la trasformazione di MIR sono lo specchio fedele dell’evoluzione del mercato delle tecnologie per l’audiovisivo e l’intrattenimento. La fiera, nel tempo, ha saputo allargare significativamente i suoi orizzonti, passando da un evento focalizzato quasi esclusivamente sullo spettacolo dal vivo e sul mondo della notte a un hub tecnologico di riferimento per l’integrazione multimediale in svariati settori.
O.L.: Quale sarà la visione della prossima edizione? A quale pubblico volete rivolgervi?
A.R.: Il pubblico di MIR mantiene una matrice intrinsecamente verticale e professionale, ma la nostra fiera sta vivendo una fase di profonda trasformazione per intercettare l’espansione dei settori che oggi considerano la tecnologia audiovisiva un asset fondamentale. Possiamo suddividere il nostro target in due grandi aree che oggi dialogano costantemente tra loro. La prima è rappresentata dal pubblico tradizionale legato al mondo degli eventi live e dell’entertainment, che costituisce il nostro core business storico. In questo ambito ci rivolgiamo ai professionisti dei service audio, video e luci, inclusi titolari e tecnici che cercano le attrezzature più avanzate per i grandi tour e i festival, ma anche a fonici, light designer e scenografi che hanno la necessità di testare i prodotti attraverso un’esperienza diretta prima del noleggio o dell’acquisto. A questa filiera si aggiungono i manager di venue e gli organizzatori di eventi, costantemente alla ricerca di partner tecnologici per elevare gli standard di teatri, stadi e club. Parallelamente a questo solido pilastro, stiamo assistendo alla crescita impetuosa di un nuovo pubblico legato alla system integration e alle applicazioni verticali, che rappresenta la nostra visione futura. Questo segmento coinvolge una platea eterogena di progettisti, architetti e ingegneri impegnati nel design di sistemi complessi per grandi installazioni, oltre a figure decisionali del mondo corporate e istituzionale. Parliamo di responsabili IT e manager museali o del retail che implementano soluzioni di digital signage e percorsi immersivi, fino ad arrivare ai professionisti dell’education e del broadcasting impegnati con la virtual production. In conclusione, la prossima edizione di MIR si rivolgerà all’intera filiera dell’audiovisivo professionale con l’intento ambizioso di unire la grande tradizione dello spettacolo dal vivo con le nuove frontiere dell’integrazione tecnologica, offrendo una piattaforma comune per tutti i mercati emergenti del settore.
O. L.: In che modo MIR supporta il dialogo tra progettisti, system integrator e vendor tecnologici? Quali percorsi, iniziative o aree tematiche avete sviluppato specificamente per i professionisti che progettano spazi corporate, retail, museali o educational?
A.R.: In un ecosistema tecnologico che corre veloce, il ruolo di MIR è quello di agire come un catalizzatore di relazioni, trasformando la fiera da semplice vetrina espositiva a vero e proprio hub di convergenza professionale. Il dialogo tra progettisti, system integrator e vendor non avviene in modo casuale, ma è stimolato da una struttura che mette al centro il “progetto” prima ancora del prodotto. Creiamo contesti in cui la visione architettonica e ingegneristica può incontrare le potenzialità tecniche dell’hardware, permettendo ai vendor di non essere solo fornitori, ma partner strategici nella risoluzione di sfide progettuali complesse. Qui, il progettista o l’architetto non trova solo singoli componenti, ma ecosistemi completi pensati per la comunicazione unificata, il controllo degli spazi e l’automazione. È uno spazio dove il dialogo tecnico si sposta sull’efficacia dell’integrazione, fondamentale per chi deve allestire sale riunioni intelligenti, centri congressi o sistemi di didattica a distanza per il mondo educational. Per i settori retail e museale, dove l’emozione e il coinvolgimento sono prioritari, vogliamo puntare insieme alle aziende su aree immersive dove i professionisti possono valutare l’impatto di percorsi espositivi multimediali campo per comprendere come la luce, il video e l’audio possano fondersi per trasformare un punto vendita o una galleria d’arte in un’esperienza multisensoriale.
O.L.: Come avvenuto lo scorso anno è stata attivata una collaborazione tra la fiera MIR e la nostra rivista Officelayout, quali gli obiettivi e le novità in programma per la prossima edizione?
La collaborazione con la rivista Officelayout di Soiel International nasce dalla volontà di creare un momento di approfondimento dedicato al mondo del progetto. Obiettivo perseguito attraverso la creazione un evento convegnistico che coinvolgerà grandi studi di progettazione che racconteranno come le tecnologie audio video possono diventare materia progettuale. Il convegno “Design immersivo: architettura, luce e tecnologie per nuovi luoghi di relazione”, in programma nella mattinata del 14 aprile, si configura dunque come occasione di dialogo e confronto tra il mondo dell’architettura e quello delle tecnologie integrate, per una nuova cultura del progetto volta alla definizione di spazi ed esperienze multisensoriali. Al centro della trattazione il tema della progettazione integrata e immersiva, in cui l’architettura dialoga con la tecnologia per creare esperienze multisensoriali. Attraverso testimonianze di architetti, lighting designer, system integrator e innovatori tecnologici, l’incontro offrirà spunti concreti e visioni per comprendere come progettare spazi vivi, connessi e capaci di emozionare. Un’opportunità per aggiornarsi (saranno riconosciuti crediti formativi per architetti e ingegneri), confrontarsi e lasciarsi ispirare da nuove visioni che uniscono progetto, tecnologia e intelligenza artificiale per costruire i luoghi di relazione del futuro
O.L.: Una delle caratteristiche distintive di MIR è la possibilità di testare la tecnologia sul campo. Come verrà messa in scena questa dimensione “esperienziale” per rendere la visita utile anche a chi si occupa di architettura e interior design?
A.R.: In un contesto dove l’integrazione tra estetica e tecnologia è sempre più stretta, MIR trasforma il concetto di “test sul campo” in un’esperienza progettuale concreta, pensata per parlare il linguaggio di architetti e interior designer. Non si tratta più solo di valutare la potenza di un impianto, ma di comprenderne l’impatto spaziale, la resa materica e la capacità di trasformare un ambiente. Per rendere questa dimensione utile a chi progetta spazi, la tecnologia viene “messa in scena” attraverso ambienti che simulano contesti reali, il designer può entrare in aree dove la luce dialoga con le superfici e l’audio è integrato in modo invisibile nell’architettura. Questo permette di valutare variabili fondamentali come la qualità cromatica delle sorgenti luminose e l’estetica dei sistemi di controllo, garantendo che l’innovazione non sia un corpo estraneo, ma un elemento d’arredo funzionale.
O.L.: Un motivo decisivo per cui un architetto, un progettista o un system integrator non dovrebbe mancare alla prossima edizione di MIR?
A.R.: Il motivo decisivo risiede nella possibilità unica di colmare il divario tra l’idea progettuale e la sua fattibilità tecnologica in un unico spazio di confronto. Per un architetto, un progettista o un system integrator, partecipare a MIR non significa semplicemente visionare dei prodotti, ma accedere a una visione d’insieme su come lo spazio fisico stia diventando sempre più interattivo e intelligente. Oggi la tecnologia non è più un accessorio aggiunto a fine lavori, ma una componente strutturale dell’edificio e dell’ambiente: mancare a questo appuntamento significa perdere l’occasione di governare questa evoluzione invece di subirla.
Dal 12 al 14 aprile, al Rimini Expo Centre, MIR invita l’intera filiera del progetto e dell’integrazione tecnologica a partecipare a un’esperienza che unisce visione, competenza e concretezza. Perché il futuro degli spazi si costruisce anche – e soprattutto – mettendo le idee alla prova della realtà.
Il convegno curato da Officelayout in collaborazione con MIR
Design immersivo: architettura, luce e tecnologie per nuovi luoghi di relazione
Un viaggio tra architettura, luce, suono e tecnologie intelligenti per costruire esperienze multisensoriali e dar vita a relazioni di valore. Dagli spazi di lavoro agli ambienti retail, dai luoghi culturali alle strutture dell’ospitalità, il convegno esplora come il dialogo tra progetto e tecnologia possa trasformare gli spazi in luoghi vivi e coinvolgenti.
Martedì 14 aprile, 10.45 – 13.15 – Rimini Expo Centre
Interverranno:
- Alessandro Adamo, partner Lombardini 22, director DEGW
- Ezio Rendina, Tecnico competente in acustica, CEO di VIVA Consulting & Management
- Susanna Tradati, Associate Partner at Nemesi Architects
- Manuel Romeo, Architect | Partner & Technical Director at DVArea | CEO at DVA Milano
- Alessandro Masserdotti, Co-Founder at Dotdotdot and Opendot
- Francesco Iannone & Serena Tellini, founder Consuline Architetti Associati
- Intervento a cura di ATI Project
In corso il riconoscimento di CFP per architetti
