Appalti pubblici, i nuovi CAM dedicati all’edilizia premiano il legno
Federazione Filiera Legno: “Direzione giusta per settore edilizia, ora serve un sistema prodotto nazionale” capace di declinare una tipicizzazione degli assortimenti nazionale, attraverso la creazione di una roadmap condivisa tra governo, industria e stakeholder.
Federazione Filiera Legno, che rappresenta oltre 850 imprese del settore ed è punto di riferimento per i settori industriali del legno con particolare riferimento ai segmenti industriali di edilizia in legno e imballaggi, accoglie con favore la prossima pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto recante i nuovi Criteri Ambientali Minimi (CAM) dedicati all’edilizia con cui vengono introdotte interessanti prospettive per i materiali rinnovabili, riconoscendone il ruolo chiave in un processo di decarbonizzazione del settore edile e non solo.
Attraverso l’introduzione del Criterio 2.6.7, i nuovi CAM rivolgono infatti particolare attenzione ai Materiali cosiddetti “Rinnovabili”, stabilendo la definizione di un criterio premiante per i progetti dove le strutture portanti in legno costituiscano almeno il 20% della massa totale dei prodotti da costruzione.
Si tratta di un passo fondamentale che pone le basi per una rivoluzione edile, soprattutto in un momento così complesso per il mercato. Secondo i dati dell’ultimo Bollettino di Mercato elaborato da Federazione Filiera Legno, il settore delle opere in legno (a destinazione residenziale) ha infatti registrato una prima frenata degli investimenti nel 2024, con un calo reale del -5,5%/-6% rispetto all’anno precedente; le stime derivanti dall’analisi del mercato edile all’interno del primo semestre indicano un’ulteriore contrazione per le realizzazioni private per il 2025 (-6%/-7%). In questo scenario, è facile comprendere come la spinta della Pubblica Amministrazione all’utilizzo di strutture in legno, grazie ai fondi del PNRR, possa assumere un ruolo strategico per lo sviluppo e la tenuta della filiera del legno e non solo.
“Il Decreto recante i nuovi Criteri Ambientali Minimi rappresenta un importante riconoscimento per la nostra filiera”, spiega Angelo Luigi Marchetti, Presidente Federazione Filiera Legno. “Vedere riconosciuto per la prima volta in Italia il valore del legno strutturale, attraverso la definizione di un Criterio Premiante dedicato ai materiali rinnovabili, non è solo un incentivo, ma la validazione di un modello costruttivo che è di riferimento in un ambito di sostenibilità. Questo nuovo Criterio declina così un elemento ecologico verso la creazione di un modello economico, sensibilizzando la Pubblica Amministrazione verso scelte che possono valore per il paesaggio forestale e per l’economia del Paese e che, di fatto, possono trasformare il settore edile da elemento emissivo a bacino di carbonio”.
Basti pensare che, secondo uno studio del Finnish Environment Institute (2020), se l’80 % delle nuove costruzioni in Europa venisse realizzato in legno, si potrebbero stoccare fino a 55 milioni ton di CO₂/anno entro il 2040 — quasi il 47 % delle emissioni annuali dell’industria edile Europea.
Federazione Filiera Legno: ora serve un “sistema prodotto legno nazionale”
Se da un lato il prossimo Decreto recante i nuovi Criteri Ambientali Minimi segna una direzione corretta, dall’altro evidenzia la necessità di accelerare sulla creazione di una strategia nazionale per l’intera filiera.
Secondo la Federazione Filiera Legno, per concretizzare appieno il potenziale dell’edilizia in legno in Italia è fondamentale proseguire nello sviluppo di un “sistema prodotto nazionale”. Il percorso deve necessariamente passare dalla condivisione di una Roadmap di medio periodo con tutti gli stakeholder e i decisori politici.
“II prossimo passo – ricorda Marchetti, Presidente Federazione Filiera Legno – sarà integrare in modo sinergico le politiche di sostenibilità. Infatti, all’interno di un quadro di cambiamenti climatici e di migrazione delle specie forestali, diviene indispensabile aumentare la produzione e l’uso di legno sostenibile di origine nazionale. Definire piantagioni specializzate per la definizione di assortimenti nazionali e utilizzare meglio l’attuale copertura forestale sono due azioni sinergiche al fine di promuovere uno sviluppo della nostra filiera resiliente e innovativo. In quest’ottica, la partnership tra governo, industria e stakeholder è fondamentale per realizzare una visione sostenibile del nostro abitare, della nostra industria e del nostro paesaggio”.
Chi è Filiera Legno La Federazione “Filiera Legno” si pone come punto di riferimento per le industrie del legno, unendo sotto un’unica realtà l’Associazione italiana Filiera Legno-Edilizia, l’Associazione Italiana Filiera Legno-imballaggi, l’Associazione Italiana Filiera Allestimenti & Contract e Assocofani. La Federazione rappresenta uno specifico settore che comprende segherie, produzione di imballaggi, edilizia in legno, e cofani, con un impatto significativo sull’economia nazionale: oltre 500 imprese con un turnover complessivo di oltre 6 miliardi di euro e 23.000 posti di lavoro. Attraverso un accordo di rappresentanza congiunta con CONAIBO (Coordinamento Nazionale delle Imprese Boschive), le imprese oggi rappresentate sono oltre 850 imprese attraverso un’integrazione verticale della filiera che vede coinvolte sia la parte forestale che quella industriale.
