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Quando il workplace corre alla velocità della luce

A Brackley, nel quartier generale del Mercedes-AMG PETRONAS F1 Team, la performance non riguarda soltanto la monoposto. Anche gli spazi di lavoro sono progettati per sostenere concentrazione, recupero, collaborazione e benessere. Il viaggio stampa organizzato da Signify, ci ha introdotto nel magico mondo della Formula 1, lasciandoci gettare lo sguardo a tutto ciò che c’è dietro alla gara. Un’opportunità per visitare il campus britannico della scuderia e scoprire come la luce sia diventata uno degli strumenti fondamentali per far star bene le persone e migliorare i risultati

A Brackley, nel Northamptonshire, la Formula 1 si vede ma soprattutto si respira. Dietro le porte del quartier generale del Mercedes-AMG PETRONAS F1 Team prende forma ogni giorno una macchina organizzativa complessa, nella quale tecnologia, progettazione, ricerca e lavoro di squadra concorrono allo stesso obiettivo: portare in pista la massima performance.
È qui che nasce una parte importante di ciò che il pubblico vede durante un Gran Premio. Ma è anche qui che emerge un’altra dimensione, meno visibile e altrettanto interessante dal punto di vista del workplace design: come si progettano gli ambienti nei quali lavorano per molte ore le persone chiamate a sostenere una prestazione così elevata?
È stata questa una delle chiavi di lettura del recente viaggio stampa organizzato da Signify, che ci ha portato all’interno dell’headquarters di Brackley per conoscere da vicino la partnership tra il gruppo dell’illuminazione e il Mercedes-AMG PETRONAS F1 Team.

Una partnership nel segno dell’innovazione responsabile

La collaborazione tra Signify e Mercedes-AMG PETRONAS F1 Team nasce nel 2024 dalla convergenza di due obiettivi: spingere oltre i confini dell’innovazione e farlo in modo responsabile. Annunciata come una partnership globale, l’intesa mette in relazione la competenza di Signify nel campo dell’illuminazione con la cultura della performance propria della Formula 1, individuando tre ambiti principali di collaborazione: sostenere le prestazioni del team, migliorare il benessere di piloti, ingegneri e dipendenti e contribuire al percorso di sostenibilità della squadra.
L’illuminazione diventa così un elemento trasversale alla partnership. Da una parte le tecnologie Signify sono chiamate a creare condizioni ottimali per chi lavora quotidianamente nel team, portando negli ambienti indoor i benefici della luce naturale e intervenendo su comfort visivo, concentrazione e ritmi circadiani. Dall’altra, la luce contribuisce a costruire l’esperienza della Formula 1 fuori dagli spazi di lavoro: dalle gare in notturna di Singapore e Las Vegas agli ambienti hospitality e alle esperienze immersive per i fan che seguono le competizioni da casa.
Ma il terreno comune più significativo è forse quello della sostenibilità. Signify e Mercedes-AMG PETRONAS F1 condividono l’idea che performance e responsabilità ambientale non debbano essere considerate obiettivi contrapposti. La partnership prevede quindi anche uno scambio di competenze a supporto del percorso del team verso il proprio Climate Transition Plan, mentre Signify porta nella collaborazione il proprio impegno alla decarbonizzazione del settore dell’illuminazione e l’obiettivo di raggiungere il net zero entro il 2040.

Un campus progettato intorno alle persone

Percorrendo i viali del campus e visitando gli spazi interni, l’impressione è quella di un luogo nel quale la performance non viene interpretata esclusivamente in termini di efficienza produttiva o tecnologica. Il campus comprende infatti una serie di spazi e servizi dedicati alle persone, pensati per accompagnare momenti diversi della giornata lavorativa.
Una delle aree più significative è quella che riunisce le principali facility dedicate al benessere e alla cura dei dipendenti. Qui trovano posto il ristorante aziendale, la palestra, gli spazi per il recupero e il riposo, la sala medica e altre funzioni di supporto alla vita quotidiana del team.
Una sorta di infrastruttura del benessere che affianca gli ambienti più direttamente legati alla progettazione e allo sviluppo delle monoposto. Il principio è interessante anche osservato attraverso la lente del workplace: se la prestazione dipende dalle persone, allora anche gli spazi che le accolgono devono essere progettati per sostenerne le esigenze fisiche e cognitive.
Uno scenario la luce assume un ruolo che va ben oltre la semplice illuminazione degli ambienti.

Un’identità che corre anche negli spazi

La performance si legge anche negli spazi di lavoro. Gli uffici del campus di Brackley restituiscono infatti con immediatezza l’identità del Mercedes-AMG PETRONAS F1 Team, attraverso un progetto nel quale brand identity, funzionalità e accoglienza convivono.
Il nero e l’argento, colori immediatamente associati alla monoposto Mercedes, ricorrono negli ambienti e contribuiscono a costruire una continuità visiva tra il mondo delle corse e quello del lavoro quotidiano. Ma l’immagine non è affidata soltanto alla palette cromatica e ai riferimenti più tecnologici.
Accanto a superfici scure e dettagli metallici trovano spazio inserti in legno, infissi e particolari materici che introducono una dimensione più calda e domestica. È un contrasto interessante: da una parte la precisione, la tecnologia e la velocità che appartengono alla Formula 1; dall’altra materiali e dettagli capaci di rendere gli ambienti più accoglienti e confortevoli per chi li vive ogni giorno.
Anche la segnaletica contribuisce a costruire questa narrazione. All’interno del campus, l’identificazione dei diversi edifici richiama infatti i circuiti che ospitano le gare di Formula 1 in tutto il mondo. Un elemento apparentemente semplice, ma capace di trasformare l’orientamento in un’esperienza coerente con l’identità del luogo.
È un modo leggero e persino divertente di portare il mondo delle corse nella quotidianità del lavoro, senza trasformare gli spazi in una scenografia tematica.

La luce come componente dell’esperienza

È proprio qui che entra in gioco Signify, partner globale del Mercedes-AMG PETRONAS F1 Team.
La collaborazione interessa diversi ambiti: dalle esperienze di hospitality e dagli spazi dedicati agli ospiti fino agli ambienti di lavoro del quartier generale di Brackley, con soluzioni sviluppate per rispondere a esigenze differenti.
Perché la luce di un ristorante aziendale non deve necessariamente svolgere la stessa funzione di quella di una palestra, di una sala medica o di uno spazio destinato al recupero. Cambiano le attività, cambiano i tempi di permanenza, cambiano le esigenze visive e percettive.
L’illuminazione diventa quindi parte della progettazione dell’esperienza ha raccontato Darren Smith, specification leader UK&I di Signify.
Un approccio che appare particolarmente evidente negli ambienti dedicati alla performance cognitiva. All’interno del quartier generale, per esempio, il team utilizza una sala di controllo del simulatore priva di finestre, dove le persone possono trascorrere molte ore analizzando dati e lavorando in condizioni che richiedono concentrazione e attenzione costanti. Qui è stata installata NatureConnect, la soluzione Signify che riproduce un’esperienza di luce naturale attraverso una combinazione di luce dinamica e contenuti luminosi che simulano la presenza del cielo. L’obiettivo non è semplicemente rendere più gradevole un ambiente senza finestre, ma introdurre una componente di variabilità luminosa capace di avvicinare l’esperienza indoor a quella della luce naturale.
Un altro elemento interessante è rappresentato dai myCreation, oltre 700 apparecchi realizzati attraverso la stampa 3D. La tecnologia permette di personalizzare forme, colori e texture in funzione delle esigenze progettuali, offrendo una maggiore libertà rispetto alle soluzioni standard. Ma è anche il processo produttivo a inserirsi nella logica di responsible innovation: gli apparecchi sono realizzati localmente e on demand, utilizzando almeno il 65% di materiali riciclati e biocircolari. La produzione su richiesta consente di ridurre gli sprechi, mentre la produzione locale contribuisce a contenere consumi energetici ed emissioni legate alla produzione e al trasporto.
In questo modo la personalizzazione non rimane soltanto una possibilità estetica, ma si intreccia con efficienza, prestazioni e circolarità. I prodotti integrano inoltre la piattaforma ottica Signify e possono essere collegati a sistemi di gestione e automazione dell’illuminazione.

La tecnologia, senza perdere di vista la sostenibilità

Un altro elemento centrale della partnership tra Signify e Mercedes-AMG PETRONAS F1 Team è la sostenibilità come ha raccontato Nathalie Quéré, head of sponsorship di Signify.
Il tema riguarda sia l’efficienza energetica delle soluzioni di illuminazione sia l’obiettivo più ampio del team di ridurre il proprio impatto ambientale.
Signify sta lavorando con il Mercedes-AMG PETRONAS F1 Team all’integrazione di soluzioni efficienti dal punto di vista energetico, connesse e circolari, in linea con gli obiettivi di sostenibilità dell’organizzazione.
La sfida è particolarmente interessante perché mette in relazione due esigenze apparentemente diverse: da una parte creare condizioni ambientali ottimali per le persone, dall’altra ridurre consumi e impatto. La risposta passa anche attraverso sistemi di illuminazione più efficienti e intelligenti, capaci di essere utilizzati in modo più aderente alle effettive necessità degli ambienti.
In questo senso, la sostenibilità non viene trattata come un elemento aggiunto al progetto, ma come una delle variabili che concorrono alla definizione dell’ambiente.

Un laboratorio per il workplace del futuro?

Visitare Brackley significa entrare in un ambiente nel quale la ricerca della performance è portata all’estremo. Ed è proprio questo a rendere il campus interessante anche per chi si occupa di progettazione degli spazi di lavoro.
Non perché un ufficio debba necessariamente assomigliare a un quartier generale di Formula 1, ma perché il progetto mette in evidenza alcune questioni destinate a diventare sempre più centrali: quanto lo spazio può contribuire al benessere? Quanto le condizioni ambientali incidono sulla qualità della performance? E come possono tecnologia e dati aiutare a costruire ambienti più adattivi, efficienti e centrati sulle persone?
Una luce che non è più soltanto un elemento tecnico da dimensionare e distribuire, ma una componente dell’architettura e dell’esperienza: capace di cambiare, di adattarsi alle attività, di sostenere il ritmo della giornata e, contemporaneamente, di contribuire agli obiettivi di efficienza e sostenibilità.
In un luogo dove tutto è progettato per guadagnare frazioni di secondo, anche il workplace diventa così parte della strategia della performance.
La Formula 1 diventa così una metafora particolarmente efficace anche per il workplace. La performance finale è il risultato di una molteplicità di fattori, alcuni macroscopici, altri quasi invisibili.
Ed è proprio questo concetto che è emerso durante l’incontro con Bradley Lord, deputy team principal del Mercedes-AMG PETRONAS F1 Team: il risultato in pista è costruito attraverso una successione di scelte, comprese quelle apparentemente più piccole, che nel loro insieme possono fare la differenza.

La Formula 1 diventa così una metafora particolarmente efficace anche per il workplace. La performance finale è il risultato di una molteplicità di fattori, alcuni macroscopici, altri quasi invisibili.
Ed è proprio questo concetto che è emerso durante l’incontro con Bradley Lord, deputy team principal del Mercedes-AMG PETRONAS F1 Team: il risultato in pista è costruito attraverso una successione di scelte, comprese quelle apparentemente più piccole, che nel loro insieme possono fare la differenza.


Paola Cecco

Laureata in architettura presso il Politecnico di Milano, ha svolto attività progettuale presso studi professionali dove ha affrontato la progettazione di edifici residenziali e del terziario. Nel 2001 entra a far parte della redazione di Officelayout, la rivista per progettare, arredare e gestire lo spazio ufficio. Ambito nel quale si occupa delle tematiche relative all’illuminazione, alle nuove tecnologie e all'allestimento degli spazi di lavoro con focus sulla sostenibilità dei luoghi e sul benessere delle persone in azienda. Dal 2014 coordina le attività editoriali e i convegni sviluppati e promossi dalla testata Officelayout.