Lo spazio ufficio come infrastruttura strategica
L’ultima edizione di OLMeet – Officelayout Meeting ha introdotto un format rinnovato, pensato per favorire, in modo dinamico, il dialogo tra i partecipanti e creare reali occasioni di networking, alternando momenti di approfondimento a spazi di confronto diretto. In scena, non solo progetti e soluzioni, ma visioni: modi diversi di interpretare lo spazio di lavoro come leva culturale, relazionale ed emotiva, condivisi da progettisti, aziende dell’offerta e rappresentanti del mondo corporate chiamati a ripensare in prima persona il senso e il valore dei luoghi del lavoro
Dopo anni in cui lo smart working sembrava destinato a ridisegnare l’organizzazione aziendale, molte imprese hanno avviato un’inversione di rotta, riportando le persone in ufficio per rafforzare collaborazione spontanea, senso di appartenenza e cultura aziendale. Una scelta che si è intrecciata con dati ormai consolidati: il lavoro si conferma ibrido, ma con una presenza fisica ancora centrale, mentre cresce il tempo trascorso in spazi terzi e contesti di relazione, a fronte di una progressiva riduzione del lavoro da remoto.
Parallelamente, l’irruzione dell’intelligenza artificiale nel quotidiano lavorativo ha spostato il baricentro del dibattito. Le ricerche più recenti hanno evidenziato come l’AI stia ridefinendo ruoli e competenze, aumentando il valore delle capacità relazionali, creative e decisionali. In questo scenario, lo spazio fisico non ha perso rilevanza, ma si è anzi rafforzato come infrastruttura strategica: un luogo in cui apprendimento, interazione e costruzione di relazioni si configurano come asset fondamentali per le organizzazioni.
Su queste premesse si è sviluppato il programma dell’ultima edizione milanese dell’evento OLMeet – Officelayout Meeting che ha fatto emergere con chiarezza una direzione: progettare uffici oggi significa tradurre identità aziendali in esperienze spaziali riconoscibili, costruire ambienti che funzionano come comunità e immaginare layout sempre più simili a sistemi urbani, capaci di favorire connessioni, scambi e contaminazioni. Allo stesso tempo, il contributo delle neuroscienze e della psicologia ambientale ha ampliato ulteriormente lo sguardo, riportando al centro la dimensione più intima e profonda dell’esperienza lavorativa: quella dei desideri, delle percezioni e del benessere.
Un filo rosso che ha attraversato anche i momenti di confronto e le testimonianze progettuali della giornata, dove il benessere, declinato in ergonomia, luce, acustica e qualità dell’aria, si è affermato come leva concreta di performance, mentre le tecnologie, dalla gestione intelligente dell’illuminazione ai sistemi digitali integrati, hanno ridefinito lo spazio come piattaforma evolutiva. Fino ai case study, che hanno restituito una visione tangibile di questa trasformazione: uffici pensati non più come contenitori, ma come ecosistemi capaci di generare valore, cultura e senso di appartenenza.
Di seguito alcuni degli spunti emersi nel corso della giornata che ha visto la partecipazione degli studi di progettazione – Settanta7, DAP Studio, TA tuning, Il Prisma e Vittorio Grassi Architects – delle aziende Fellowes, Rockfon, Helvar, dvo, Sitland, Saint Gobain, Promal, T.S.A. e XOffice. A completare il racconto i case study di Uniting, Barilla, Zurich e Poste Italiane
TALK – L’ufficio e la memoria dei desideri: neuroscienze, psicologia ambientale e filosofia della mente sul tavolo dell’architetto
Davide Ruzzon, Director of TA tuning arch in Milan, and Neuroscience and Architecture Programs, at Iuav Venice and POLIdesign Politecnico di Milano
Oggi la progettazione dell’ufficio si è concentrata sulla riduzione dei consumi e dell’impatto ambientale, ma questo approccio, seppur necessario, rischia di essere parziale: come nei casi di agnosia visiva, si finisce per vedere solo metà della realtà. L’energia consumata dagli impianti meccanici, elettrici e dai sistemi digitali non è infatti l’unica in gioco.
Esiste un’altra dimensione, più sottile ma cruciale, legata alle persone, alle loro esperienze percettive e alle modalità con cui, più o meno inconsciamente, ci relazioniamo allo spazio. L’ufficio non è più soltanto un contenitore funzionale, ma un ambiente che si attiva attraverso meccanismi di predizione e di anticipazione emotiva, in cui le qualità sensoriali rivestono un ruolo determinante. Senza la capacità di calibrare le attività, il lavoro singolo o di gruppo, con la forma del guscio architettonico, ognuno di noi deve adattarsi e trovare modi per superare queste inadeguatezze. Giorno dopo giorno, queste risposte esauriscono le riserve di energia, se accoppiate ad altri meccanismi di adattamento dispendiosi, per ragioni personali e relazionali, orizzontali e verticali, interne al luogo di lavoro. L’ufficio allora diviene l’innesco del burnout, con tutti i ben noti costi di assenteismo, presenteismo e turnover. Luce, acustica, materialità, proporzioni e organizzazione dello spazio concorrono a costruire un’esperienza che influisce direttamente sul benessere, sull’attenzione e sulla produttività. In questo senso, l’architetto è chiamato a integrare saperi diversi, portando al tavolo della progettazione non solo competenze formali, ma anche conoscenze provenienti dalle scienze cognitive e dalla filosofia della mente.
Progettare un ufficio significa intervenire non soltanto sull’efficienza del costruito, ma anche – e soprattutto sull’energia di chi lo vive, attivando comportamenti, stimolando relazioni e costruendo ambienti capaci di risuonare con i desideri, spesso impliciti, dei loro protagonisti.
TALK – Spazi Creativi: Dove l’Innovazione Prende Vita
Annalisa Calastretti, Business Unit Director Worksphere | Il Prisma
Lo spazio di lavoro è un costo o una risorsa? Con questa domanda Il Prisma prova a ribaltare una delle convinzioni più radicate nel mondo aziendale contemporaneo, proponendo una nuova chiave di lettura: l’ufficio non è più solo una voce di bilancio, ma una leva strategica per generare valore, innovazione e cultura. Lo studio affronta questo tema attraverso un framework articolato in tre dimensioni: efficienza, per ottimizzare l’uso degli spazi e ridurne l’impatto; efficacia, per progettare ambienti che migliorino produttività e benessere; ed esperienza, per rendere il luogo di lavoro attrattivo e significativo. In questo scenario, lo spazio diventa uno strumento competitivo per attrarre e trattenere talenti.
Al centro di questa trasformazione c’è la creatività, intesa come competenza trasversale, fatta di connessioni, intuizioni e innovazioni di processo. Un processo non lineare, che richiede ambienti altrettanto flessibili e multisensoriali: non bastano silenzio e ordine, servono stimoli visivi, sonori, tattili e persino olfattivi, capaci di attivare nuove modalità di pensiero. Da qui nasce un modello progettuale articolato in quattro cluster – stimolo, concentrazione, collaborazione e gioco – che accompagna le diverse fasi del processo creativo, dall’ispirazione all’elaborazione, fino alla condivisione. I progetti sviluppati mostrano come questa visione possa tradursi in soluzioni concrete, adattabili a culture e obiettivi diversi. Non esiste una formula universale: ogni spazio va calibrato sull’identità dell’organizzazione. Progettare uffici oggi significa progettare esperienze. Ed è qui che lo spazio smette di essere un costo e diventa una risorsa strategica per l’innovazione.
TALK – L’esperienza d’ufficio tra identità, design e innovazione
Daniele Rangone, Cofondatore e Chief Vision Officer | Settanta7
Progettare uno spazio di lavoro significa tradurre in forma fisica i valori e il carattere di un’azienda. Creare ambienti di lavoro riconoscibili e ispiranti, tra layout funzionali, cromie distintive e soluzioni progettuali che integrano verde e riferimenti naturali per favorire il senso di benessere e comunità. Concetti esemplificati nel processo progettuale alla base della realizzazione delle due sedi dello Studio a Torino e Milano, frutto di un approccio in cui estetica, funzione e cultura aziendale si configurano come variabili inseparabili.
A Torino, la sede occupa gli spazi dell’ex Birrificio Bosio & Caratsch in via Principessa Clotilde: un edificio storico della Torino industriale, trasformato in hub creativo attraverso un intervento di rigenerazione che non rinnega la stratificazione del luogo, ma la valorizza, restituendogli nuove funzioni e significati.
A Milano, il nuovo headquarter in Viale Jenner si confronta con un programma funzionale più articolato, che abbraccia lavoro, formazione ed eventi, declinato attraverso un linguaggio visivo dirompente: cromie primarie, materiali di derivazione edilizia riletti in chiave contemporanea, soluzioni di illuminazione dinamica che modulano l’atmosfera nel corso della giornata.
I due interventi, pur nella diversità dei contesti e dei programmi, esprimono una medesima visione: quella di ambienti di lavoro concepiti come dispositivi attivi nella costruzione di un’identità condivisa e nel rafforzamento del senso di comunità. Una prospettiva che ricolloca la progettazione architettonica degli uffici in una riflessione più ampia sul valore culturale e relazionale dello spazio.
TALK – Uffici e metafora urbana: percorsi, spazi e relazioni
Elena Sacco, Architetto Associato | DAP Studio
Ogni progetto per gli spazi di lavoro nasce dall’ascolto delle esigenze operative e identitarie del committente, instaurando un dialogo con il contesto in cui si inserisce. Attraverso l’esperienza maturata negli anni con GFT Italia – per cui DAP Studio ha progettato sedi in diverse città e contesti – il tema dell’ufficio viene affrontato come spazio capace di coniugare ambiti collettivi e luoghi più riservati, adattandosi all’evoluzione delle modalità di lavoro.
In occasione del convegno sono stati presentati tre progetti, declinazioni differenti di un unico approccio che pone al centro il ruolo dell’architettura come strumento di mediazione tra esigenze operative, identità aziendale e interpretazione del contesto.
Alla base di ciascun intervento vi è l’idea dello spazio di lavoro come metafora urbana: l’ufficio viene interpretato come una piccola città, composta da volumi e percorsi interconnessi, spazi aperti e più raccolti, luoghi di sosta e di incontro, articolati in una sequenza fluida e multidirezionale.
Il primo progetto si colloca a Torino, all’interno dell’ex stabilimento Ceat Cavi, dove la convivenza tra archeologia industriale e nuovi volumi di altezze variabili valorizza la spazialità dell’antica fabbrica, generando un vero e proprio “paesaggio urbano” interno.
Negli uffici di Milano, invece, il progetto ruota attorno a un volume centrale iconico – la Factory – che introduce una dimensione ibrida tra ambiente lavorativo e domestico: la “casa” viene intesa come luogo di incontro e socialità. Intorno a questo fulcro si articolano percorsi assimilabili a strade e piazze interne, che offrono un’esperienza dinamica e diversificata.
Infine, negli uffici ricavati nell’ex sede Fiat Engineering a Torino, la sfida è stata quella di introdurre una spazialità fluida all’interno di un ambiente stretto e allungato. Il progetto prevede l’inserimento di cinque cilindri, di dimensioni e funzioni differenti, caratterizzati da un forte contrasto tra il rivestimento ligneo interno e le superfici esterne bianche e texturizzate.
TALK – Confronto contemporaneo tra Identità storica e Identità aziendale
Marco Aloisini, Partner – Director di Vittorio Grassi Architects
Coniugare rinnovamento e conservazione all’interno di un intervento su un edificio di valore storico pone nuove sfide progettuali. Un approccio strategico parte dalla considerazione di tre principi chiave: ricucire il rapporto tra il sito e il quartiere circostante; ristrutturare l’edificio esistente preservandone l’identità e, al contempo, rinnovandolo per dar vita a un luogo di lavoro iconico; riprogettare gli spazi secondo i principi del workplace contemporaneo.
La sfida del progetto di trasformazione della storica sede industriale della distilleria Brandy Stock ’84 nel nuovo Headquarter di Genertel (Gruppo Generali) a Trieste era coniugare rinnovamento e conservazione all’interno di un intervento su un edificio di valore storico. Lo studio è riuscito a ristrutturare l’edificio esistente preservandone l’identità, riprogettando gli spazi secondo i principi del workplace contemporaneo in linea con le necessità delle nuove modalità lavorative.
Tavola Rotonda 1– Dallo spazio fisico all’esperienza: come le soluzioni progettuali ridefiniscono l’ufficio contemporaneo
Un ecosistema di soluzioni per il benessere in ufficio: ergonomia, illuminazione, elettrificazione e qualità dell’aria al servizio dell’engagement e della performance organizzativa
Enrico Frattari, National Account Manager Contract Interiors | Fellowes
Il benessere negli spazi di lavoro diventa una leva concreta di performance, retention ed engagement, riducendo l’assenteismo e aumentando la produttività attraverso ambienti progettati sui bisogni reali delle persone, in un’ottica in cui il benessere non è più un costo accessorio ma un investimento strategico per l’organizzazione.
Secondo il JLL Global Occupancy Planning Report 2025, il tasso di utilizzo degli uffici è risalito al 54% globale (58% in Europa), mentre l’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano registra 3,57 milioni di smart worker in Italia. In questo contesto di ibridità matura, il ruolo fisico dell’ufficio si ridefinisce attorno a collaborazione, benessere e cultura aziendale. La tendenza chiave riguarda l’evoluzione degli ambienti di lavoro verso i Wellbeing Space, ambienti basati su un ecosistema integrato di ergonomia, elettrificazione, cable management e qualità dell’aria. Un approccio tanto più urgente se si considera che il 68% dei dipendenti europei dichiara di soffrire di disturbi muscolo-scheletrici (panel su 6.000 dipendenti) Ricerca Fellowes. A ciò si aggiunge la spinta normativa della Direttiva EPBD, che punta a edifici a emissioni quasi zero entro il 2050, favorendo l’integrazione tra sistemi IAQ e impianti HVAC per coniugare efficienza energetica e qualità ambientale. L’obiettivo è uno spazio che le persone scelgano attivamente, capace di attrarre talenti e rispondere alle sfide della transizione digitale e green.
Comfort acustico nei nuovi luoghi di lavoro
Fermo Mombrini, Architetto, Regional Manager Nord Ovest | Rockfon
Il comfort acustico è oggi uno degli aspetti determinanti nella progettazione dei nuovi ambienti di lavoro, incidendo in modo diretto su produttività, benessere e qualità dell’esperienza quotidiana. L’intervento ha evidenziato come l’acustica non possa più essere considerata un elemento secondario, ma debba essere integrata fin dalle prime fasi progettuali, attraverso un approccio che coniughi prestazioni tecniche, estetica e identità aziendale.
Dalle aree reception, veri e propri biglietti da visita che richiedono al contempo accoglienza e privacy, ai corridoi, spesso trascurati ma cruciali per evitare la propagazione del rumore, fino agli open space e agli spazi di collaborazione, ogni ambiente presenta specifiche criticità e opportunità progettuali. L’utilizzo di materiali fonoassorbenti ad alte prestazioni, come soluzioni per soffitti e pareti in Classe A, l’inserimento di barriere acustiche e l’impiego di tecniche di mascheramento sonoro diventano strumenti fondamentali per garantire chiarezza vocale, riduzione del riverbero e controllo delle interferenze sonore.
Particolare attenzione è dedicata agli open space, dove il bilanciamento tra concentrazione e interazione rappresenta una delle principali sfide, e agli spazi informali, nei quali il comfort acustico contribuisce a creare ambienti più inclusivi e funzionali. L’intervento sottolinea come una corretta progettazione acustica non solo migliori le performance lavorative, ma contribuisca a definire ambienti più sostenibili, confortevoli e coerenti con la cultura aziendale.
La luce come infrastruttura digitale dell’ufficio sostenibile
Fabio Marcomin, Country Manager Italy, Spain, Portugal e Malta | Helvar Oy
La luce sta evolvendo da semplice elemento funzionale a vera e propria infrastruttura digitale dell’ufficio sostenibile. In questo scenario, i sistemi di controllo dell’illuminazione diventano il punto di connessione tra benessere delle persone, efficienza energetica e gestione intelligente degli spazi.
Il progetto mette al centro un approccio human-centric, in cui la luce si adatta alle esigenze degli utenti, supportando comfort visivo, produttività e qualità ambientale. Allo stesso tempo, la raccolta e l’analisi dei dati permettono di colmare il gap tra progettazione e prestazioni reali, abilitando decisioni più consapevoli e una gestione dinamica degli ambienti.
In un contesto normativo sempre più stringente – tra EPBD, CSRD e certificazioni come LEED e BREEAM – il controllo della luce diventa uno strumento chiave per garantire conformità e valore nel tempo. Tecnologie come DALI-2, integrate con soluzioni wireless e servizi digitali in cloud, consentono di creare sistemi flessibili, scalabili e pronti per il futuro.
Dagli open space alle sale riunioni fino alle aree comuni, ogni ambiente può essere ottimizzato in funzione dell’uso reale, migliorando l’esperienza degli occupanti e riducendo i consumi.
In definitiva, progettare la luce oggi significa progettare dati, comportamenti e scenari d’uso: un passaggio fondamentale per trasformare l’ufficio in uno spazio intelligente, sostenibile e centrato sulle persone.
Tavola Rotonda 2 – Nuovi modi di lavorare: spazi e soluzioni per flessibilità, collaborazione e identità aziendale, nel rispetto dell’ambiente
Workplace evolution. Ecosistemi che generano valore
Jessica Macuz, Corporate Design Architect | dvo_ | Sitland
È in atto un cambio di paradigma che coinvolge cultura organizzativa, modelli operativi e aspettative delle persone. Il superamento del modello “una persona, una scrivania” che rappresenta oggi una necessità sia economica sia culturale, sta orientando le aziende verso ambienti capaci di generare valore, favorire collaborazione, rafforzare la corporate identity e il senso di appartenenza.
In questo scenario emergono tre direttrici principali. La prima è il passaggio da spazio fisso a spazio adattivo: ambienti dinamici e riconfigurabili, progettati per supportare attività diverse nell’arco della giornata. La seconda riguarda l’evoluzione dall’ergonomia al benessere sistemico, dove luce, acustica, comfort e libertà di scelta diventano leve strategiche per la produttività e la qualità dell’esperienza lavorativa. La terza riguarda il passaggio da una sostenibilità dichiarata a una misurabile, basata su dati, tracciabilità e conformità a standard riconosciuti.
Attraverso casi concreti, è stato evidenziato come ogni scelta progettuale possa influenzare comportamenti, relazioni e performance. Il workplace del futuro non sarà semplicemente ibrido, ma consapevole: uno spazio coerente con la cultura che si vuole costruire, che abiliti le relazioni a sostegno delle persone e delle organizzazioni.
In questo contesto cambia il ruolo del produttore di arredo: non più semplice fornitore, ma partner di progettisti, architetti e aziende nella costruzione di ecosistemi coerenti con l’identità da esprimere. Il nostro approccio si basa su un processo integrato che presidia tutte le fasi, dall’ascolto iniziale alla progettazione tecnica, dallo sviluppo dei layout alla gestione logistica, fino all’installazione e al servizio post-vendita.
Silenzio, si lavora!
Dario Cassani, Business Manager Ceilings | Saint-Gobain Italia
Il ruolo dell’acustica nel benessere e nell’efficacia degli ambienti di lavoro, dalla gestione del rumore alla progettazione di spazi ad alte prestazioni.
Nella progettazione degli ambienti di lavoro contemporanei, l’acustica non è più un elemento accessorio, ma una leva strategica per benessere, comunicazione e produttività. Un’acustica studiata con cura consente di trasformare spazi basso-qualitativi in ambienti efficienti, confortevoli e sostenibili.
Sappiamo ormai che progettare oggi gli spazi di lavoro è diverso rispetto al periodo pre-covid, e che solo il 40% dei luoghi di lavoro raggiungono standard di eccellenza. Oggi, infatti, un ambiente va costruito tenendo conto dell’hybrid work, quindi della presenza flessibile tra casa e ufficio, di hub di collaborazione e spazi personalizzabili per incontri, meeting e teamwork. E ancora postazioni flessibili, tecnologia integrata, luce naturale, comfort.
Questa è la sfida che affrontiamo oggi: rendere gli ambienti di lavoro confortevoli, favorire comunità e collaborazione, garantire privacy e concentrazione, con l’obiettivo ultimo di garantire il benessere fisico e mentale, senza dimenticarci dell’identità e della cultura aziendale. Saint-Gobain Ecophon si occupa proprio di questo: sviluppiamo sistemi acustici per migliorare il comfort, la concentrazione e il benessere negli ambienti di lavoro, e non solo! Per noi è centrale il ruolo della ricerca e dell’innovazione per proporre soluzioni basate su evidenze scientifiche che collegano acustica, salute e performance. Allo stesso tempo, è importante che i prodotti siano pensati per integrarsi nei progetti contemporanei di uffici, spazi ibridi e ambienti collaborativi, per questo diamo importanza al design e all’integrazione architettonica, senza dimenticarci della sostenibilità proponendo soluzioni a basso impatto ambientale.
Il facility management del futuro: sfide e opportunità
Alferio Paolillo, Presidente | IFMA Italia
CASE STUDY – L’Ufficio che genera valore: progettare l’esperienza, non solo lo spazio
Alessandro Martinelli, Chief People Officer, Uniting
Cosa succede quando un Chief People Officer e un Chief Happiness Officer mettono la felicità delle persone al centro di un progetto architettonico? La risposta non risiede solo nelle mura, ma nel percorso che ha portato alla loro definizione. In Uniting, ecosistema che conta oggi 160 professionisti con un’età media di 35 anni, il benessere non è un accessorio, ma un obiettivo strutturale. Il cuore pulsante di questo cambiamento radicale è stato l’ascolto attivo. Non abbiamo calato dall’alto un nuovo layout, ma abbiamo scelto di rendere le persone protagoniste del proprio spazio. Attraverso workshop creativi come il Word Café, advisory per la condivisione di idee (Call4Ideas) e il coinvolgimento diretto di un gruppo di Ambassador, abbiamo trasformato i desideri della popolazione aziendale in soluzioni concrete. Questo processo ha generato un consenso profondo: i dipendenti si sono sentiti partecipi e importanti, vedendo le proprie indicazioni tradursi in realtà. Il risultato, realizzato in partnership con Workitect, è un ufficio basato sul modello Activity Based Working. Il layout integra zone di “Open Space” e “Meeting Room” con spazi più fluidi come aree “Touchdown”, “Phone Booth” per la privacy, una “Library” e zone “Break” pensate per la socializzazione. Non si tratta solo di estetica, ma di una strategia di Change Management volta a stimolare il potenziale collettivo.
In Uniting crediamo che lo spazio fisico debba essere la miccia per far esplodere il talento. Abbiamo creato un ambiente dove lavorare è più semplice e accogliente, dimostrando che quando il comfort individuale è frutto di un ascolto reale, il beneficio si riflette direttamente sul valore e sull’eccellenza dell’intera organizzazione.
Un restyling tra memoria progettuale, sostenibilità e nuovi modi di lavorare
Marco Zarotti, Architetto, Founder | Studio di Architettura Bordi Rossi Zarotti
Ruggero Rabaglia, HR Director Region Italy | Barilla
Dodicimila metri quadrati, tre piani e una pianta a “otto squadrato”: l’headquarter Barilla di Pedrignano porta inscritta nella sua architettura la firma di Vico Magistretti autore di un’idea di flessibilità che oggi trova una nuova interpretazione.
Per rispondere alle nuove esigenze del gruppo Barilla, l’edificio, nato negli anni Novanta, è stato infatti oggetto di un intervento di restyling che ne ha ridefinito linguaggi, funzioni e valori.
Il progetto, curato dallo studio di architettura Bordi Rossi Zarotti, nasce da una doppia tensione: migliorare la qualità della vita delle persone e ridurre l’impatto ambientale.
“In Barilla, sviluppare catene di fornitura sostenibili è un impegno prioritario, per la salute delle persone, per la sicurezza dei prodotti e per ridurre l’impatto sull’ambiente – sottolinea Luca Ruini, vicepresidente area health, safety, energy, environment Barilla –. Questo impegno riguarda la produzione alimentare ma anche tutte le attività che interessano l’azienda, come il restyling degli uffici. Il progetto è stato quindi orientato fin dall’inizio alla sostenibilità, a partire dall’approccio di economia circolare ideato e implementato per realizzare gli arredi”.
CASE STUDY: Zurich in centro a Milano
Monica Sobacchi, Architect Zurich Corporate Real Estate
La nuova sede nel cuore del distretto finanziario è uno spazio dedicato alle due anime di Zurich in Italia, quella assicurativa e patrimoniale. L’edificio storico, completamente rinnovato secondo moderni concetti tecnologici e principi di sostenibilità, apre le sue porte ai clienti della compagnia e a tutta la cittadinanza, offrendo occasioni di cultura e bellezza.
CASE STUDY – Spazi per l’Italia: la più diffusa rete nazionale di aree di co-working
Davide Ambrogi, Responsabile Spazi per l’Italia | Poste Italiane
La voce degli Espositori
Spazio ufficio evolve da luogo fisico a piattaforma di relazione
Edoardo Scala, Direzione Tecnico Commerciale, T.S.A.
Le aspettative e le esigenze delle persone e della società sono cambiate e, conseguentemente, si è modificato il rapporto con il lavoro, prima con l’inserimento della tecnologia, poi con una maggiore attenzione al benessere e al coinvolgimento del singolo.
Sono cambiati i bisogni. Le aziende oggi si confrontano con ambienti di lavoro ibridi, team distribuiti e la necessità di rendere la comunicazione chiara, coinvolgente ed efficace. Non basta più “fare una riunione”, serve creare esperienze in cui tutti i partecipanti, in presenza o da remoto, possano comprendere, contribuire e prendere decisioni rapidamente.
In questo scenario lo spazio ufficio evolve da luogo fisico a piattaforma di relazione. Sale riunioni, aree collaborative e spazi informali diventano ambienti in cui la tecnologia deve essere invisibile ma determinante, semplice da usare, integrata e capace di adattarsi alle diverse modalità di lavoro. La semplicità diventa elemento centrale: meno complessità operativa, meno barriere all’utilizzo e più immediatezza nell’accesso ai contenuti e nelle interazioni.
L’evoluzione dell’ufficio richiede quindi una visione integrata, dove tecnologia e spazio dialogano in modo coerente. La sfida è dotarsi di strumenti in grado di costruire ambienti efficaci e accessibili, capaci di supportare le persone per lavorare meglio insieme. Tutto in maniera semplice, perché semplicità vuol dire benessere.
È proprio su questo cambio di paradigma che la nostra azienda, T.S.A. srl, sviluppa il proprio approccio. Non si tratta solo di inserire dispositivi, ma di progettare ecosistemi in cui l’esperienza utente è al centro: i monitor interattivi favoriscono la collaborazione, i sistemi video valorizzano la presenza anche a distanza e le soluzioni LED rendono la comunicazione visiva immediata. Ogni elemento è pensato per essere intuitivo, ridurre i tempi e rendere la tecnologia uno strumento realmente al servizio delle persone.
L’ufficio: da costo fisso a leva strategica
Michelangiolo Bernabei, CEO XOffice
L’evoluzione recente del mondo ufficio evidenzia un passaggio da modelli standardizzati a sistemi complessi, in cui spazio, organizzazione e performance aziendale sono strettamente interconnessi. Il cambiamento più rilevante non riguarda solo la configurazione fisica degli ambienti, ma il loro ruolo: da costo fisso a leva strategica capace di incidere su efficienza, attrattività e cultura d’impresa. La diffusione del lavoro ibrido ha ridotto la centralità della postazione assegnata, imponendo una revisione dei layout in chiave di ottimizzazione e utilizzo reale degli spazi. Ne deriva una maggiore attenzione a densità, tassi di occupazione e flussi interni, con l’obiettivo di progettare ambienti più performanti e coerenti con le modalità operative contemporanee.
In questo scenario, la nostra realtà interviene con un approccio orientato al controllo e alla misurabilità dei risultati. L’integrazione tra progettazione tecnica, pianificazione economica e gestione delle forniture consente di governare l’intero processo decisionale, riducendo margini di inefficienza e garantendo prevedibilità nei costi e nei tempi.
La risposta al mercato si traduce quindi in soluzioni che non si limitano alla qualità estetica, ma che puntano a generare valore concreto per il cliente: spazi ottimizzati, investimenti calibrati e ambienti capaci di adattarsi nel medio periodo senza interventi invasivi. La flessibilità viene interpretata non come variabilità formale, ma come capacità progettuale di anticipare scenari evolutivi.
In un contesto sempre più competitivo, riteniamo che il futuro dell’ufficio risieda nella capacità di integrare visione progettuale e rigore gestionale, trasformando ogni intervento in un asset strategico per l’organizzazione.
Rispondere a nuove modalità di lavoro senza rinunciare all’identità estetica degli spazi
Paolo Limone, consulenza strategica in ambito commerciale e marketing, Promal
Il concetto di arredo evolve: non più semplice complemento funzionale, ma elemento progettuale strategico. In Promal crediamo che l’arredo metallico rappresenti una risposta concreta a queste nuove esigenze. La sua versatilità permette di creare ambienti contemporanei, essenziali e personalizzabili, dove estetica e performance convivono in equilibrio. Il metallo garantisce resistenza, lunga durata e affidabilità anche in contesti ad alta intensità d’uso, riducendo la necessità di sostituzione e contribuendo a una progettazione più sostenibile.
A questo si aggiungono caratteristiche oggi sempre più centrali nella scelta degli arredi: incombustibilità, facilità di manutenzione, riciclabilità dei materiali e conformità ai CAM, criteri fondamentali soprattutto nei progetti pubblici e nelle realizzazioni attente all’impatto ambientale.
La nostra produzione si sviluppa attraverso soluzioni pensate per accompagnare ogni area dell’ufficio contemporaneo: arredi per spazi accoglienza e reception, lockers per il deposito degli oggetti personali, cassettiere pedestal per postazioni operative, scaffalature per archivio e librerie, armadi metallici per uffici e aree break, fino ad accessori come cestini e portaombrelli coordinati al progetto. Ogni elemento è progettato per integrarsi con l’architettura dello spazio, migliorandone funzionalità, ordine e identità visiva.
Essere produttori ci permette inoltre di offrire un elevato livello di flessibilità, sia dal punto di vista costruttivo che cromatico. Questa capacità ci consente non solo di soddisfare con precisione le esigenze del cliente finale, ma anche di affiancare studi di progettazione e architettura già nelle prime fasi di sviluppo del layout, contribuendo alla definizione di soluzioni coerenti, funzionali e perfettamente integrabili nello spazio.
PROSSIMO APPUNTAMENTO CON OLMEET ROMA IL 26 NOVEMBRE 2026
PER INFO E ISCRIZIONI: link
