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Lo spazio che costruisce relazioni

A Torino, negli spazi iconici del Lingotto, WSP Italia inaugura un nuovo modello di workplace: dinamico, relazionale e orientato al benessere. Un progetto firmato Altis che interpreta la trasformazione del lavoro attraverso uno spazio capace di mettere in relazione persone, attività e identità aziendale

Quando WSP Italia sceglie di trasferire la propria sede torinese, non si limita a individuare un nuovo indirizzo. La scelta cade su uno dei luoghi più emblematici della trasformazione urbana della città: il Lingotto. Un contesto che, più di altri, racconta la capacità dell’architettura di accompagnare il cambiamento e di dare nuova vita a strutture nate per rispondere a esigenze produttive completamente diverse.

È qui che prende forma il nuovo headquarter di WSP Italia, società di ingegneria e consulenza attiva nei settori dei trasporti, delle infrastrutture, degli edifici, dell’ambiente urbano e naturale, delle scienze della terra, dell’energia e delle risorse naturali. L’intervento interessa una superficie di circa 1.400 mq, ripensata per accogliere un’organizzazione del lavoro più flessibile e favorire nuove modalità di relazione tra le persone.

Il progetto degli interni, affidato ad Altis, realtà attiva nei settori dell’architettura, dell’ingegneria, del project management e della costruzione, nasce dall’esigenza di tradurre nello spazio una nuova idea di lavoro, ma soprattutto di stabilire un rapporto coerente tra l’identità dell’azienda e quella dell’edificio che la ospita.

Un luogo che racconta il cambiamento

La scelta del Lingotto assume un valore che va oltre la posizione strategica. Costruito tra il 1916 e il 1923 come grande stabilimento automobilistico FIAT, il complesso progettato da Giacomo Matté-Trucco è diventato nel tempo uno dei simboli dell’architettura industriale del Novecento.
La sua concezione rispondeva a un’idea di produzione allora rivoluzionaria: una struttura razionale e lineare, organizzata secondo i principi della produzione continua e del modello fordista. La celebre pista di prova sulla copertura e la distribuzione verticale dei processi produttivi rappresentavano l’espressione architettonica di una nuova era industriale.
A distanza di decenni, il Lingotto è diventato invece un laboratorio di rigenerazione urbana. Tra gli anni Ottanta e Novanta, il progetto guidato da Renzo Piano ha trasformato il complesso industriale mantenendone leggibile la struttura originaria e introducendo nuovi volumi, funzioni e servizi.
Centro congressi e fiere, spazi commerciali, hotel, uffici e luoghi culturali convivono oggi all’interno di un organismo architettonico che ha saputo cambiare pelle senza perdere la propria identità. La Bolla sospesa sulla copertura e il Giardino Pensile sono diventati ulteriori elementi di questa trasformazione, introducendo trasparenza, natura e nuove modalità di fruizione in quello che era stato uno dei più importanti luoghi della produzione industriale italiana.
È proprio questa capacità di trasformarsi senza cancellare il passato a rendere il Lingotto un riferimento particolarmente significativo per il progetto.

Un dialogo tra identità e architettura

Il rapporto tra azienda e luogo rappresenta uno degli aspetti più caratterizzanti dell’intervento. Piuttosto che sovrapporre un’immagine aziendale a quella dell’edificio, il progetto sceglie di lavorare per integrazione, facendo emergere le affinità tra la cultura di WSP e il carattere industriale del Lingotto.
Come spiegano i progettisti di Altis: «Il concept progettuale nasce da una profonda comprensione dell’identità, dei valori e delle attività di WSP. L’obiettivo non era trasformare il Lingotto per adattarlo al brand, ma valorizzare l’identità di WSP attraverso le qualità architettoniche dell’edificio, rispettandone la storia, il carattere e la forte vocazione industriale.»
Una scelta che trova una particolare coerenza nella natura stessa dell’azienda. La dimensione tecnica e ingegneristica di WSP dialoga infatti con un’architettura nata per rappresentare la modernità industriale, creando una continuità tra il luogo e chi oggi lo abita.
«Questa integrazione è risultata particolarmente efficace perché l’anima tecnica e ingegneristica di WSP trova un’affinità naturale con il linguaggio industriale del Lingotto – continuano i progettisti di Altis –. Il progetto crea così un dialogo autentico tra azienda e luogo, facendo dell’architettura un elemento che rafforza e racconta il brand.»
L’intervento non ricerca quindi una riconoscibilità affidata a elementi estranei al contesto, ma costruisce l’identità degli spazi attraverso il confronto con l’architettura esistente. È una strategia che consente al nuovo workplace di inserirsi nel Lingotto senza negarne il carattere, trasformando i suoi tratti distintivi in parte integrante dell’esperienza quotidiana.

Dal brief alla nuova esperienza di lavoro

Il brief affidato ad Altis partiva da alcuni requisiti precisi. Il nuovo ambiente avrebbe dovuto essere funzionale e curato, ma lontano da un’estetica ostentata; sostenibilità ed efficienza energetica avrebbero dovuto costituire elementi centrali del progetto, nel rispetto delle normative locali. Soprattutto, però, lo spazio avrebbe dovuto esprimere i valori di WSP: sostenibilità, inclusione, benessere, innovazione e responsabilità ambientale.
Da qui la scelta di superare una concezione tradizionale dell’ufficio, basata sulla semplice successione di postazioni e sale riunioni. Il progetto interpreta il workplace come un’ecosistema di ambienti e funzioni, nel quale differenti modalità di lavoro possono convivere e alternarsi nel corso della giornata.
Il principio guida è quello dello spazio condiviso. Le postazioni individuali rimangono parte integrante del progetto, ma vengono inserite all’interno di un sistema più articolato, fatto di luoghi per la collaborazione, ambienti informali, sale meeting e spazi destinati alla concentrazione.

Un layout progettato per persone e attività

All’interno degli spazi trovano posto aree open space, affiancate da un sistema articolato di spazi per la riunione, la concentrazione e la collaborazione.
Il programma funzionale comprende una conference room per 20-22 persone, una large meeting room per 12-14 persone, due sale meeting da otto posti, una sala da sei e due sale più piccole da quattro posti. A queste si aggiungono focus room e phone booth, pensate per le attività che richiedono maggiore concentrazione o privacy.
Un ruolo particolare è affidato all’area break, pensata come uno spazio riconfigurabile e capace di assumere funzioni diverse. La cucina, progettata per circa 40 persone, insieme al punto caffè/acqua, contribuisce a costruire un luogo di pausa e socialità che può trasformarsi, a seconda delle esigenze, in uno spazio per l’incontro e la condivisione.
Anche la reception partecipa alla definizione dell’esperienza, introducendo fin dall’ingresso l’identità del nuovo ambiente.
La varietà degli spazi risponde a una precisa esigenza: offrire alle persone ambienti coerenti con attività differenti, senza vincolare il lavoro a una configurazione unica e prestabilita.

Il workplace come piattaforma di relazione

È un passaggio che riflette una trasformazione ormai evidente nel modo di concepire gli spazi di lavoro. Se l’ufficio tradizionale era organizzato prevalentemente attorno alla postazione individuale, il workplace contemporaneo tende a diventare una piattaforma capace di offrire ambienti differenti in funzione delle attività e dei momenti della giornata. Nel progetto WSP questa evoluzione si traduce in un equilibrio tra apertura e privacy, concentrazione e collaborazione, operatività e socialità.
La qualità dell’esperienza assume un ruolo centrale. Luce naturale, materiali accoglienti e soluzioni ergonomiche contribuiscono a costruire un ambiente nel quale il comfort non è un elemento accessorio, ma una componente della progettazione.
L’obiettivo non è semplicemente rendere più piacevole l’ufficio, ma creare condizioni che favoriscano il benessere e, allo stesso tempo, sostengano le diverse modalità attraverso cui oggi si lavora.

La sostenibilità come principio progettuale

La sostenibilità rappresentava uno dei requisiti centrali del brief e viene interpretata non come elemento aggiuntivo, ma come parte integrante della strategia progettuale.
Il tema riguarda tanto le scelte legate agli ambienti quanto l’efficienza degli impianti e la qualità complessiva del luogo di lavoro. Una direzione coerente con la visione di WSP, che considera la sostenibilità e la responsabilità ambientale parte integrante della propria attività professionale.
Anche in questo caso il contesto del Lingotto rafforza il significato del progetto: un edificio nato per la produzione industriale che, attraverso successive trasformazioni, continua a essere utilizzato e reinterpretato anziché sostituito.

Oltre la sede: uno spazio per la cultura aziendale

Il nuovo headquarter di WSP Italia racconta così una concezione dell’ufficio che va oltre la dimensione funzionale.
Lo spazio diventa uno strumento per rendere visibili i valori dell’organizzazione e per costruire un’esperienza coerente con il modo in cui l’azienda intende lavorare. L’ambiente contribuisce a rafforzare il senso di appartenenza, facilita le relazioni e crea le condizioni per una maggiore contaminazione tra competenze.
In questa prospettiva, la presenza in ufficio acquista un significato diverso: non è soltanto il luogo nel quale svolgere il proprio lavoro, ma uno degli ambienti attraverso cui si costruiscono cultura, relazioni e conoscenza.
È una visione particolarmente significativa per una realtà come WSP, nella quale competenze diverse devono necessariamente dialogare per affrontare la complessità dei progetti contemporanei.

Un’eredità per il futuro

Il nuovo spazio torinese si inserisce infine nella più ampia visione di WSP, che interpreta l’ingegneria come uno strumento per costruire un’eredità destinata a durare nel tempo. Il workplace diventa parte di questa stessa narrazione. Non un contenitore neutro, ma un’infrastruttura organizzativa capace di sostenere il cambiamento e di creare le condizioni per nuove connessioni.
Ed è forse proprio nel dialogo con il Lingotto che il progetto trova la sua chiave di lettura più efficace. Un luogo nato per rappresentare l’idea di fabbrica del futuro è oggi diventato uno spazio per il lavoro contemporaneo. La sua storia dimostra che innovare non significa necessariamente cancellare ciò che esiste, ma saperlo reinterpretare.
Allo stesso modo, il nuovo headquarter WSP Italia non propone semplicemente un nuovo ufficio, ma una diversa idea di workplace: uno spazio adattabile, condiviso e orientato alle persone, nel quale architettura e organizzazione del lavoro si incontrano per sostenere una nuova cultura della collaborazione.


A cura della redazione

Officelayout è la rivista di Soiel International, in versione cartacea e on-line, dedicata ai temi della progettazione, allestimento e gestione degli spazi ufficio e degli edifici del terziario