Dow Italia: identità, spazio e cultura del progetto
Un workplace contemporaneo che traduce i valori del brand in architettura, tra memoria del design milanese e nuove modalità di lavoro
Il nuovo ufficio di Dow nasce con l’obiettivo di tradurre i valori del cliente in uno spazio di lavoro riconoscibile, accogliente e altamente performante, in grado di rispondere alle esigenze di un modello lavorativo ibrido e collaborativo. Un ambiente pensato non solo per lavorare, ma per essere vissuto quotidianamente, dove identità aziendale e qualità dello spazio si fondono in modo coerente.
L’intervento – a cura di di Stantec Italia, leader nella progettazione sostenibile in ambito ingegneristico, architettonico e ambientale – si fonda su una strategia progettuale chiara: costruire un ambiente che dia carattere e identità agli spazi, valorizzando al tempo stesso le qualità originarie dell’involucro – la luce naturale, le viste panoramiche e la profondità visiva – e garantendo un elevato livello di comfort ambientale per chi lo vive quotidianamente.
“Abbiamo lavorato per costruire uno spazio riconoscibile, ma non autoreferenziale, dove il brand emerga attraverso architettura, materiali e atmosfera complessiva. L’obiettivo era un luogo di lavoro contemporaneo che supporti collaborazione e concentrazione, mantenendo una dimensione accogliente e abitabile” puntualizza l’architetto Matteo Joseph Da Lisca, membro del team di progettazione di e responsabile della direzione artistica ed esecutiva, dallo sviluppo del concept alla guida in cantiere.

Il core come dispositivo architettonico
Gli spazi – collocati all’ottavo piano della Torre B del complesso Park West nel quadrante sudoccidentale di Milano – sono connotati da ampie superfici vetrate che garantiscono viste panoramiche estese, dai nuovi quartieri direzionali fino allo skyline storico della città, contribuendo a definire la qualità dell’esperienza spaziale e lavorativa
Elemento centrale del progetto “il core”, un volume compatto che organizza funzioni e flussi e assume un ruolo chiave nella definizione dello spazio, come struttura capace di orientare e connettere.
“Il core non si configura solo come spazio tecnico ma anche architettonico – spiega l’architetto Da Lisca –. Lo abbiamo rivestito in boiserie lignea e parzialmente scavato, creando nicchie e passaggi che lo trasformano in un dispositivo di orientamento e, allo stesso tempo, in un luogo di relazione. Attorno ad esso, le partizioni trasparenti rendono l’ufficio permeabile e fluido, lasciando liberi gli angoli perché luce e skyline diventino parte dell’esperienza quotidiana”.
L’impiego di pareti vetrate e partizioni trasparenti favorisce la continuità visiva degli ambienti di lavoro, mentre gli angoli del piano si trasformano in aree informali dedicate all’incontro e alla condivisione.
Gli uffici e le sale riunioni sono posizionati strategicamente lungo il perimetro dell’edificio, per massimizzare l’ingresso della luce naturale. Le postazioni di lavoro sono divise in quattro sezioni che funzionano come quartieri, ciascuno composto da 8 postazioni. Gli spazi aperti più piccoli aiutano a gestire il rumore e favoriscono la collaborazione tra postazioni di lavoro e funzioni di supporto, come sale riunioni e di concentrazione.
Il layout risponde a una precisa visione del workplace contemporaneo: favorire relazioni, concentrazione e benessere attraverso una progettazione attenta alla scala e all’esperienza d’uso.§“Oggi gli spazi di lavoro devono offrire qualcosa che vada oltre la semplice funzionalità: devono favorire relazioni, benessere e senso di appartenenza – precisa Da Silva –. Alternate a uffici privati e sale riunioni, abbiamo impostato le postazioni di lavoro come piccoli ‘quartieri’: una scala umana per favorire prossimità e collaborazione, senza rinunciare a concentrazione e comfort.”§Le postazioni, organizzate in cluster, dialogano con sale riunioni, spazi di concentrazione e aree informali, dando forma a un ambiente flessibile e adattivo.

Materiali e linguaggio: il richiamo al design milanese
Il progetto traduce le linee guida corporate in un linguaggio architettonico che dialoga con la tradizione del design milanese. Materiali, colori e dettagli costruiscono un’identità precisa, lontana da ogni soluzione decorativa fine a sé stessa.
“L’obiettivo è stato rendere eloquenti attraverso il progetto i valori di DOW, ma anche di trasmettere un’identità milanese – aggiunge Da Silva –. Abbiamo trasformato le linee guida corporate in un linguaggio architettonico, ispirato al design milanese della seconda metà del Novecento: materiali nobili, dettagli curati, nulla di decorativo fine a sé stesso. I temi architettonici, come forme, rivestimenti e l’arredo su misura richiamano gli interni milanesi di Magistretti, Portaluppi, Pagano e Dominioni. L’utilizzo del colore rosso è un filo conduttore che riprende il lavoro di alcuni designer e architetti milanesi come Magistretti e Castiglioni (di quest’ultimo abbiamo selezionato anche la lampada Luminator), ma anche Franco Albini e Franca Helg per il progetto della metropolitana M1 di Milano”.
Ecco allora che la palette dei materiali e dei colori enfatizza le tematiche progettuali e la gerarchia degli spazi. Un equilibrio di colori che coniuga il rosso del brand DOW a una sensazione di benessere e creatività data dall’indaco e dai toni più neutri. Le superfici continue dialogano con la presenza calda del legno naturale, utilizzato negli arredi su misura e nei controsoffitti delle sale riunioni, contribuendo al comfort percettivo e acustico degli spazi. Moquette in tessuto, pannelli fonoassorbenti in feltro e superfici vetrate completano un ambiente pensato per garantire benessere, concentrazione e qualità dell’esperienza lavorativa.
La luce è parte integrante del progetto
L’illuminazione è calibrata per valorizzare il layout e migliorare la qualità spaziale complessiva: negli open space sono state mantenute le soluzioni esistenti, mentre nei corridoi l’introduzione di lampade circolari a soffitto contribuisce a eliminare la direzionalità data dall’orditura del controsoffitto, creando un’illuminazione più diffusa e uniforme. Gli uffici chiusi e le sale riunioni sono dotati di illuminazione tecnica dedicata, studiata per garantire comfort visivo e flessibilità d’uso.
L’illuminazione architettonica integra elementi iconici e dialoga con i materiali e i colori dello spazio. In questo modo, il progetto di brand identity non si sovrappone all’architettura, ma si fonde con essa, contribuendo a creare un ambiente coerente, distintivo e fortemente identitario, in linea con l’approccio di Stantec a una progettazione attenta alle persone, al comfort ambientale e alla qualità dell’esperienza quotidiana.
Il risultato è uno spazio coerente e riconoscibile, in cui materiali come il legno, il feltro e le superfici tessili contribuiscono al comfort ambientale e alla qualità percettiva.
SCHEDA TECNICA
Luogo: Via Bisceglie, 68, 8° piano I Torre B I Park West I Milano
Durata del progetto: novembre 2024 – agosto 2025
Tipologia: Interior Design, Offices, Workspaces
Cliente: DOW ITALIA S.r.l.
