Un headquarter che accoglie e ispira
Il progetto firmato da COIMA Image trasforma gi uffici di Alpitour World in un racconto identitario dove convergono architettura, brand e benessere
Nel cuore di Porta Nuova, all’interno dell’edificio Pirelli 35, i nuovi uffici di Alpitour World, progettati da COIMA Image, interpretano lo spazio di lavoro come esperienza identitaria e narrativa. Distribuiti tra il terzo e il quarto piano per una superficie complessiva di oltre 3.000 metri quadrati, i nuovi uffici integrano infatti funzioni operative e visione identitaria, trasformandosi in strumento di narrazione e leva culturale.
Al piano terra, la lobby e l’Infinity Lounge – una nuova area esperienziale aperta al pubblico – diventano il primo contatto emozionale con il brand. Qui l’architettura traduce l’immaginario del viaggio in materia, luce e prospettive: un ambiente iconico dedicato alla rappresentanza e alle relazioni, dove l’esperienza anticipa la destinazione e il sogno si fa tangibile.


I Pillars diventano spazio
Responsabilità, prossimità, innovazione e sostenibilità non restano dichiarazioni di principio, ma si trasformano in criteri progettuali misurabili. La distribuzione degli ambienti favorisce trasparenza e collaborazione, accorciando le distanze tra i team e incoraggiando modalità di lavoro flessibili.
Le scelte materiche e tecnologiche riflettono un approccio consapevole, in cui identità aziendale e performance spaziale coincidono. Ne emerge un ecosistema coerente, dove forma e funzione dialogano in modo fluido attraverso aree modulabili e configurabili, capaci di adattarsi alle esigenze organizzative in continua evoluzione.

Un ecosistema connesso
Il concept interpreta l’headquarter come un organismo vivo, un “villaggio” contemporaneo che si sviluppa attorno a tre polarità spaziali pensate per generare relazioni spontanee e collaborazione trasversale.
La Foresta Collaborativa – Meeting Hub è un paesaggio interno immersivo e modulabile, dove il verde non è decorazione, ma infrastruttura viva. Postazioni flessibili, aree informali e spazi di confronto si intrecciano come un sottobosco creativo, stimolando contaminazione e co-progettazione.
L’Oasi Rigenerativa – Area Break introduce una dimensione di pausa e benessere. Luce naturale, materiali caldi e comfort acustico definiscono un ambiente pensato per la ricarica individuale e la socialità spontanea, rafforzando il senso di comunità.
L’Auditorium è invece uno spazio dedicato a presentazioni e formazione, un’agorà contemporanea dove nascono connessioni globali e innovazione continua.


Un viaggio spaziale coerente e narrativo
Il tema del viaggio guida l’intero impianto progettuale. Percorsi, soglie e scorci accompagnano le persone in una sequenza di ambienti differenziati ma armonici, trasformando ogni spostamento quotidiano in un’esperienza. La transizione tra spazi rappresentativi, aree collaborative e zone operative costruisce un racconto fluido, in cui orientamento e identità coincidono.
La palette cromatica si ispira alla natura e al DNA del brand: tonalità chiare e calde dialogano con sfumature che spaziano dal verde al terra e al mattone. Moquette e legno contribuiscono a definire un linguaggio materico avvolgente, che caratterizza con decisione gli spazi sociali e collaborativi, mentre le aree operative adottano una neutralità raffinata, funzionale alla concentrazione e all’equilibrio visivo.


Sostenibilità come architettura, non come accessorio
La sostenibilità è integrata nel progetto come principio strutturale. Materiali a basso impatto ambientale, finiture responsabili e soluzioni orientate al ciclo di vita consapevole guidano ogni scelta, dall’involucro agli arredi. Inoltre, più del 65% del fabbisogno energetico è coperto da fonti rinnovabili, con soluzioni tecniche all’avanguardia per l’efficienza e il rispetto dell’ambiente.
L’attenzione al comfort ambientale – qualità dell’aria, controllo della luce naturale, benessere acustico – traduce l’impegno etico in esperienza quotidiana.
Il verde, elemento chiave dell’intervento, agisce come infrastruttura viva: definisce gli spazi, migliora il microclima e rafforza il senso di appartenenza a un ecosistema condiviso. Ne emerge uno spazio che supera la dimensione funzionale per affermarsi come luogo relazionale e culturale, capace di accogliere, connettere e ispirare.
